Come volevasi dimostrare

Forse qualcuno dei miei ventitre lettori (decisamente ridotti dopo il trasloco da Splinder a WordPress) ricorderà che all’apparire di Mario Monti lo ribattezzai Porfirogenito e pronosticai tasse a tutto spiano.
Non sono affatto felice di aver azzeccato la profezia, ma tant’è. Tasse, tasse e tasse. Il Porfirogenito aveva dichiarato, nel chiedere la fiducia, di avere in corso una attenta spending review (cioè aveva promesso di ripassare la lista delle spese dello Stato con la lente di ingrandimento in una mano e le forbici nell’altra). E che cosa ha tagliato? Le giunte provinciali (che già strillano: incostituzionale!) e il suo stipendio (ah, com’è buono lei, che si accontenta di un misero emolumento come senatore a vita!). Nient’altro.
Niente tagli al finanziamento pubblico dei partiti, niente riduzione dei costi (esorbitanti) di Camera e Senato, niente vendita di caserme, fari e altri beni che allo Stato costano senza produrre reddito. Forse il governo ci penserà in futuro, con un prossimo decreto. Ma ho i miei dubbi.

Quasi quasi mi viene da lanciarmi in un’altra profezia: nelle prossime settimane ci sarà da discutere con i sindacati (che già hanno il dente avvelenato per i provvedimenti d’imperio sulle pensioni) la ristrutturazione del mercato del lavoro. Ebbene: il mio modesto parere è che non se ne ricaverà un tubo. Ci si andrà a impantanare nelle solite discussioni-fiume a base di veti incrociati, scioperi generali, rinvii sine die, e compagnia bella. Tutto ciò che resterà saranno le tasse. Poi, quando lo stallo sarà evidente, il governo dei tecnici passerà la mano, si faranno le elezioni, e alé: daccapo come prima, sperando nello stellone, aumentando la benzina e le sigarette, indicando gli evasori al pubblico ludibrio e non facendo niente per metterli in condizione di non evadere. (Ma i benpensanti che si indignano, se avessero la possibilità di evadere cosa farebbero?). Insomma: tasse, tasse e tasse, alla faccia dei poveri cristi che lavorano, pagano e tacciono.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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2 risposte a Come volevasi dimostrare

  1. Leonem ha detto:

    In effetti Monti si è rivelato notevolmente deludente.
    Tra l’altro ha goduto di un credito amplissimo al suo insediamento, perché venivamo da una situazione molto molto difficile; e con tale credito avrebbe potuto veramente fare grandi cose, se avesse avuto l’interesse a farle.
    Io non lo conoscevo abbastanza da fare pronostici. Comunque la manovra economica permette già di capire in che direzione si muoverà il governo nei prossimi anni, e mi pare che non sia ormai lecito aspettarsi grosse discontinuità con i governi dell’ultimo ventennio.
    A mio parere le grosse rifome strutturali che sono necessarie a questo paese riguardano la giustizia civile, l’evasione fiscale e sopratutto la ricerca scientifica.
    Sopratutto senza quest’ultima il paese è condannato ad esportare merci e non idee, e data la carenza di materie prime tipicamente italiana, l’industria manifatturiera non può competere con quella cinese e indiana. Oppure se lo vuol fare deve ridurre il salario ai suoi operai: e in effetti è quanto sta succedendo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Tra l’altro, se il paese fosse cresciuto, grazie alla ricerca, più velocemente di quanto fosse invecchiata la popolazione, non si sarebbe resa necessaria neppure l’ultima riforma pensionistica.
    Purtroppo comunque sto parlando di orizzonti temporali molto lunghi (30 anni) ben oltre la portata di una politica per la quale il lungo periodo è 5 anni.
    Vedremo cosa ci aspetta il domani, ma certamente non è un grande momento per avere 30 anni: e mi ritrovo assai spesso ad invidiare i miei genitori.

    • riccardo ferrazzi ha detto:

      Il guaio è che si è chiamato il tecnico perché facesse ciò che i politici non avevano le palle per fare. Cioè per tagliare le spese. Invece il porfirogenito ha aumentato le tasse. Per tanto così, erano capaci anche i politici. E ci ritroviamo con una manovra depressiva, che non risolve niente (se addirittura non peggiora la situazione). Se neanche il porfirogenito ha gli attributi per licenziare le ventimila guardie forestali della Sicilia, cosa dovremo fare per avere un po’ di buona amministrazione? Chiamare l’esercito? Fare un colpo di Stato? Mettere Angela Merkel al posto del porfirogenito? Mah. Che Dio ce la mandi buona.

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