La moneta e il PIL

    Tutti sanno (o si presume che sappiano) che PIL significa Prodotto Interno Lordo, e cioè, in soldoni, il “fatturato” della nazione nell’arco di tempo di un anno. Sono forse in meno a sapere (ma il nostro porfirogenito presidente del consiglio lo sa, eccome) che il PIL si definisce anche in altri due modi.

    Il primo è ovvio: la quantità di beni e servizi prodotti e scambiati, moltiplicato ciascuno per il suo prezzo.          

    Il secondo è più sottile: la quantità di moneta in circolazione, moltiplicata per la velocità con cui circola.

    Siccome le due espressioni portano allo stesso risultato, per fare aumentare il PIL si può: 1) aumentare la quantità di beni e servizi prodotti (cioè aumentare la produttività), oppure 2) aumentare i prezzi (provocando l’inflazione), oppure 3) stampare moneta e metterla in circolazione, oppure 4) far circolare più in fretta la moneta che c’è.

    Il problema con cui si scontra il governo, oggi come oggi, è il seguente: tutti vogliono che il PIL aumenti, ma senza inflazione, senza incrementare la produttività in un modo che possa essere definito “sfruttamento”, e senza toccare i privilegi di caste e corporazioni (dai parlamentari ai taxisti).

    Ebbene, cosa ha fatto il Porfirogenito? A parte le tasse, delle quali non poteva fare a meno per coprire i buchi di bilancio, ha imposto il limite di 1000 euro ai pagamenti in contanti e ha obbligato i pensionati ad aprire un conto corrente. La prima misura è stata “venduta” come un provvedimento antimafia, la seconda ha provocato una mezza sollevazione. Ma se il governo avesse detto la vera ragione delle due misure avrebbero capito in pochi. Meglio non parlarne. Tanto, quei pochi l’hanno capito lo stesso. E i molti, magari, avrebbero urlato che il Porfirogenito voleva fare un regalo alle banche, ai “poteri forti”.

    In realtà, quei due provvedimenti hanno lo scopo di aumentare la velocità di circolazione della moneta. I contanti restano inutilizzati nel portafogli dei pensionati per un mese. Chi fa pagamenti in contanti deve detenerli, prima di pagarli a qualcuno che li deterrà per un po’ prima di usarli per altri pagamenti. Invece, se questi soldi restano su conti correnti e i pagamenti vengono effettuati con bonifico bancario, la moneta circola più velocemente perché le banche non tengono inoperose le giacenze, ma le usano per fare impieghi.

    Sul momento non c’era molto altro da fare, visto che, da quando esiste l’euro, la Banca d’Italia non ha più il potere di stampare moneta e di fissare il tasso di sconto. Questo potere è stato trasferito alla BCE e la Germania (storicamente terrorizzata dall’inflazione) ha sempre proibito l’aumento della quantità di moneta. Grazie al cielo, pare che Draghi li abbia convinti e la BCE ha appena prestato al sistema bancario una cifra di poco inferiore ai 500 miliardi. Speriamo che basti.

    Ma se la BCE ha aumentato la quantità di moneta e il Porfirogenito ha aumentato la velocità con cui dovrebbe circolare, possiamo aspettarci che il PIL aumenti? Sì e no.

    Immaginiamo l’economia nazionale come una rete di tubazioni in cui circola il denaro. Tutto dipende dalle strozzature presenti nei tubi. Se c’è un collo di bottiglia nel tubo che collega la produzione industriale con la domanda di beni e servizi, l’aumento della moneta servirà a poco. Idem con patate per qualunque altra strozzatura nei tubi che collegano le banche con le imprese da un lato e i consumatori dall’altro, nonché per tutte le strozzature imposte dalle corporazioni dei professionisti (notai, avvocati, magistrati, architetti, giornalisti, medici, ecc. ecc.), artigiani, commercianti e lavoratori autonomi (idraulici, taxisti, farmacisti, salumieri &Co) e, last but not least, dalla corporazione sindacale dei lavoratori dipendenti. 

    Ne vedremo delle belle.

Annunci

Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
Questa voce è stata pubblicata in Economia e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...