I dieci paperoni

    Ci avete fatto caso? Fra i dieci miliardari (i cui patrimoni sarebbero pari a quelli dei tre milioni più “poveri” sommati insieme) non c’è neanche un Agnelli-Nasi-Elkann.

    Non è l’unica stranezza. Per esempio, mi piacerebbe che i giornali mi togliessero questo dubbio: se i dieci ricconi di cui sopra mettono insieme patrimoni per trenta miliardi complessivi (non sono stato a fare la somma e magari sono anche di più, ma diciamo in media tre miliardi ciascuno), allora in media ciascuno dei tre milioni di “poveri” possiede 10.000 euro. Certo, con diecimila euro c’è poco da scialare. Fra rincari e imprevisti, sono troppo pochi per dormire sonni tranquilli. Ma in che senso è “povero” chi possiede diecimila euro? Sarebbe il caso di chiarire. O meglio: sarebbe il caso di dare le notizie in un modo meno balordo.

    Ma tornando a bomba: come sono stati messi insieme i nomi dei paperoni? Forse gli Agnelli mancano dalla lista perché le azioni della Fiat, oggi come oggi, sono depresse più delle azioni Luxottica e persino più delle azioni Mediaset. Ma sono abbastanza vecchio per ricordare che, anni fa, anche la capitalizzazione della Tiscali superò quella della Fiat. Le quotazioni di borsa misurano davvero la ricchezza? Oggi Soru e Tiscali navigano in acque basse. In compenso, al decimo posto in classifica c’è Polegato, quello delle scarpe Geox. Mah. E Doris, quello della Mediolanum, che fine ha fatto? Altro mah.

    Chissà perché, quando penso ai miliardari, mi vengono in mente altri nomi. I Brivio Sforza, per esempio. Oppure i Borromeo. Per chi non lo sapesse, sono tuttora fra i più grandi proprietari immobiliari del norditalia. Senza contare gli immobili che i Borromeo possiedono a Milano, città e dintorni, quanto varranno l’Isola Bella, la Rocca di Angera, le altre proprietà sul Lago Maggiore? Non oso pensare a che razza di patrimonio possono avere i Colonna, i Ruspoli e gli altri principi romani. Del resto, anche fra i plebei non mancano personaggi poco noti ma decisamente opulenti: un certo signor Luce, per esempio, che quelli del ramo considerano il maggior immobiliarista italiano.

    Insomma, perché giornali e tv mi rifilano continuamente delle bufale? Sono stufo di essere disinformato in questo modo becero. Altro che “diritto di cronaca” e “dovere di informare”! Chi spara notizie a capocchia, cercando l’effetto, non vada in giro a gloriarsi di essere giornalista: è soltanto un cialtrone. Chi paga il giornale, o il canone, lo fa per sentirsi dire le cose come stanno, non per farsi prendere per il naso.

Annunci

Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
Questa voce è stata pubblicata in Economia. Contrassegna il permalink.

6 risposte a I dieci paperoni

  1. gigio ha detto:

    nei dieci paperoni hanno lasciato fuori anche te.
    è pura disinformazia
    ciao
    gigio

  2. riccardo ferrazzi ha detto:

    Perdinci e poi perbacco! E’ vero! Anzi, adesso che ci penso, ci sarebbe anche un certo Luigi…Luigi…come si chiama? appena mi ricordo lo metto online. Ma dammi retta: noi Paperone ce lo sognamo. Al massimo Paolino Paperino. Anzi: Qui, Quo e Qua.
    A proposito: perché non vieni mai Qui? Ti prometto che ti invito a pranzo (così non mangerai le mele mentre torni a Milano… eh, come eravamo!)

  3. m0ra ha detto:

    Ah, ecco cosa voleva dire il titolo ‘I nomi sacri’! Potevi dircelo subito che puntavi in alto 🙂

  4. riccardo ferrazzi ha detto:

    Questa poi! Sandra, se vuoi fare un tuffo nella mia piscina-serbatoio di dollari, vieni a trovarmi. Resterai delusa, ma cercherò di farmi perdonare con un piatto di coniglio alla ligure.

  5. riccardo ferrazzi ha detto:

    Anche tu non sei molto loquace sui tuoi whereabouts. So soltanto che sei toscana (ma di dove?) e mi par di aver capito che insegni (che cosa?). Io alle note che stanno qui sopra posso aggiungere che sono nato a Busto Arsizio (piovosa cittadina in provincia di Varese), ho abitato per una trentina d’anni a Milano (con frequenti viaggi all’estero), e da un po’ vivo prevalentamente in un paesino in provincia di Savona.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...