Basta! Voglio emigrare all’estero!

    Il grido “mi vergogno di essere italiano”, che sgorga ogni poco dal petto dei radical chic, è la misura di quanto sono provinciali.

    Mi piacerebbe sapere se sono sempre della stessa idea coloro i quali, tre o quattro anni fa, dichiaravano di voler emigrare in Spagna dove c’era un leader, Zapatero, che ampliava le libertà dei cittadini e li portava verso sempre nuovi e splendidi traguardi. Dove vorrebbero trasferirsi, oggi che il bluff è stato scoperto e la Spagna è ridotta a scippare le tredicesime agli statali?

    Forse vorrebbero stabilirsi in Francia, dove la lotta politica è naufragata nel ridicolo di Dominique Strauss-Kahn e dove un presidente Pulcinella è stato rimpiazzato da un altro le cui vicende simil-matrimoniali sembrano una commedia di Feydeau. Ancora in campagna elettorale, Hollande ha annunciato tasse tali da riaccendere la fuga dei capitali verso Ginevra. Cosa ben più tragica, trovandosi a gestire la grana di Peugeot-Citroën ha forse annunciato un piano, magari discutibile come tutti i piani, ma serio e fortemente voluto? Macché. Dopo aver dichiarato “inammissibili” le chiusure di stabilimenti, ha parlato genericamente di qualche incentivo, senza nemmeno precisare quali. Insomma: gli avvenimenti l’hanno colto impreparato e il Nostro non sa cosa fare. Nel frattempo la General Motors, che continua a perdere soldi con la Opel ma si è rifatta le spalle forti negli USA, non nasconde appetiti sull’intero gruppo francese. Se per caso riuscisse a inghiottirselo (c’è anche questo rischio) per Astérix sarebbe un lutto. Peggio dei campionati europei di calcio. Intanto il deficit francese viaggia allegramente al doppio del massimo concesso da Maastricht, ma per i provincialissimi radical chic italiani tutto questo non importa. La Francia non è mica l’Italia. I Francesi sono gente seria! Di loro ci si può, ci si deve fidare. Ma perché? Perché sì.

    E gente seria sono pure gli inglesi, con le loro solide tradizioni in campo giornalistico, bancario e organizzativo. È vero che i tabloid inglesi rigurgitano sguaiataggini; è vero che ci sono fior di processi contro giornalisti che letteralmente si inventavano le notizie e altri che intercettavano telefoni e email di chiunque fosse sbattibile in prima pagina. Ma cosa volete che sia? Non saranno queste piccolezze a inficiare l’affidabilità del giornalismo britannico (!). Così come è vero che le banche inglesi manovravano il Libor per guadagnare sui mutui alla faccia di chi lavora per pagare le rate (e la Bank of England chiudeva uno, due e perfino tre occhi). Ma la City è sempre la City, perbacco! E nessuno si permetta di fare ironia sulle vicende della real casa o sulla figura di merda rimediata con l’Olimpiade: costi che triplicano e incapacità operative che scoppiano all’ultimo minuto. Piccolezze, incidenti di percorso. E dunque, cari radical chic, perché non vi trasferite in Inghilterra?

    Oddìo, ci sarebbe da prendere in considerazione anche la Germania, massimo esempio di serietà e rigore. Ma, chissà perché, nessun radical chic ha mai lanciato il grido “Basta con questa Italia, me ne vado in Germania”. Ecco qualcosa su cui vale la pena di riflettere. In Germania sono emigrati migliaia di minatori, operai, muratori, pizzaioli, ristoratori e perfino ndranghetisti. Gente disposta a lavorare e a farsi il mazzo (o, nel caso degli ndranghetisti, a giocarsi la pelle). Come mai non ci vanno anche i radical chic?

    Perché, a dispetto delle loro roboanti promesse, sono dei provinciali chiacchieroni e ignoranti che si allontanano dall’Italia solo per le ferie (e i paesi stranieri li conoscono unicamente sub specie turistica). Non emigrano in Spagna, non in Francia, non in Inghilterra. Tantomeno in Germania. Non se ne vanno proprio perché sono dei provinciali: stanno troppo comodi a casa loro, dove ci sono sole e mare, ma soprattutto c’è sempre un cretino che quando si sparano nei piedi li applaude e commenta seriamente: che bella mira!

    P.S.  A proposito di provincialismo e di Germania: avete mai visto i telefilm tedeschi? Uno qualunque, uno dei tanti, da Derrick a Cobra11. Che ne pensate? Io, vi dirò, li apprezzo enormemente perché mi danno la piacevole sensazione di un’Europa finalmente unificata: mafia russa e gang turche, ma anche corna teutoniche, omicidi tedeschi, truffe alemanne, evasione fiscale germanica, ladri e prostitute made in Deutschland, eccetera eccetera. Ohibò! Anche in Crande Cermania succedono qveste cose? Ma sì. Proprio come in Italia, né più né meno.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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