Tanto per dire…

    … com’è difficile incontrare i gusti del pubblico. Anche quest’anno ho inviato un romanzo al concorso Ioscrittore. Stavolta ho mandato la prima parte de “I nomi sacri”, lo stesso che trovate cliccando sulla barra qui in alto.

    Il meccanismo del premio prevede che, in un primo round, ciascun concorrente giudichi l’incipit (poco più del primo capitolo) di dodici altri romanzi in concorso. Ne vengono così selezionati duecento, fra i quali vengono poi selezionati (con lettura integrale del testo) i trenta premiati.

    Il vostro affezionatissimo ha superato la prima selezione con i commenti che riporto qui di seguito. Ho poco da pavoneggiarmi, visto che non ho superato la seconda selezione (e non conosco i giudizi con cui il romanzo è stato bocciato). Vi riporto i giudizi sull’incipit perché c’è di tutto: chi elogia e vota 5, chi critica tutto e poi dà un paterno buffetto, chi grida al capolavoro e chi trova che non va bene niente. 

    Ecco i dodici giudizi sull’incipit. Adesso giudicate voi.

 

1) Stesura dal linguaggio ricco e variopinto, anche se all’inizio un leggero eccesso di immagini metaforiche stanca un pò, come troppi riccioli su una cornice. La trama avvince e sembra interessante; peccato che un improvviso eccesso di fretta, verso la fine dell’incipit, la rende caotica e rischia di far perdere il filo della narrazione. Lo stile sicuro e dal sapore maturo, però, può riuscire a trascinare il lettore più oltre, sperando di riafferrare il bandolo della trama che pare disperso nell’improvvisa confusione di auto in corsa, guidate da autisti sconosciuti che si fatica ad identificare e ricordare.

 

2) L’incipit è a dir poco scoppiettante! Le parole utilizzate si susseguono una dopo l’altra per formare una storia stupenda, originale. E questo è una virtù di fondamentale importanza. Il viaggio iniziale non poteva essere descritto meglio, e io non ho parole! Sono felice di aver partecipato al concorso per aver avuto l’occasione di leggere quest’incipit. Descrizione dei luoghi incantevole e verosimile. E che creatività! Questo voglio ribadirlo ancora una volta. E’ il racconto più originale che abbia letto, tra le mie assegnazioni. E’ interessante e lo stile di scrittura è fluido, vocaboli ricercati. E la psicologia complessa del personaggio… Che altro dire, il meglio!

 

3) Opera interessante, con personaggi curiosi tratteggiati lentamente. La scrittura è semplice e fluida. Aumenta di ritmo e di intensità col proseguire della storia accompagnando l’inizio di una avventura avvolta nel mistero. I personaggi sono raccontati poco per volta ma nessuno spicca in modo particolare, seppur tutti hanno delle caratteristiche peculiari.

 

4) La cronologia delle azioni del protagonista e le incursioni altri personaggi, muovono la curiosità del lettore.

 

5) La trama è indubbiamente complessa, intrigante e nel suo insieme esprime una certa originalità. I personaggi sono ben rappresentati, avrei forse descritto la donna (Alba) in maniera più minuziosa. Ho anche apprezzato l’utilizzo di metafore e massime che arricchiscono notevolmente il percorso della storia senza deviarne il filo logico. La grammatica e l’ortografia sono ben curate e l’utilizzo di termini piuttosto complessi non distrae la lettura. E’ un libro che merita l’intera lettura, con la speranza che resti interessante e avvincente fino alla fine.

 

6) La storia inizia in maniera accattivante, riesce a dare al lettore quella giusta dose di curiosità e mistero. Ben giostrati i tempi della narrazione che rendono il racconto interessante e mai noioso.

 

7) La narrazione è incalzante e mi ha tenuto agganciato lasciandomi la curiosità sul “come va a finire”. Il voto 5 sull’originalità è interlocutorio, in attesa degli ulteriori sviluppi e colpi di scena.

 

8) Superato l’impatto un po’ ansiogeno dell’inizio di questo racconto, che pare prefigurare una vera e propria apocalisse, si capisce subito che il testo è scritto bene e il suo protagonista, vittima di strane idee e di allucinazioni, a causa della depressione e, forse, della sindrome di Wolf-Parkinson-White, riesce a farsi seguire dal lettore, senza annoiarlo. Sì, credo proprio che vorrei leggerne anche il seguito e sapere come andrà a finire.

 

9) l’unica nota stonata, è l’uso in rarissime occasioni, di termini un poco terra terra, ma sicuramente, è una storia che vale la pena di leggere che genera una serie di riflessioni, portando ad immaginare situazioni e tratti dei personaggi. Mi pare che sia, anche ben scritto, descrittivo, senza noiosa e inutile dovizia di particolari.

 

10) Non mi convince molto. La storia narrata, mixa vari ingredienti dejà vu con sviluppi prevedibili e in buona parte scontati. Un libro da leggere sotto l’ombrellone tra un bagno e l’altro. La dinamica narrativa e la sostanziale correttezza del fraseggio mi è parsa la cosa più pregiata della lettura.

 

11) Racconto confuso e dispersivo, sprazzi di trhiller poco convincenti, Trama non individuabile. Abbastanza noioso e faticoso. Personaggio principale non particolarmente coinvolgente. Scrittura corretta.

 

12) Una storia che divaga senza mai arrivare al dunque; almeno è quello che si evince da questo incipit. Mi chiedo perché l’autore non abbia occupato tutti i 60.000 caratteri a disposizione: in tal modo ci sarebbe stato più materiale da valutare. Per quel che mi è stato concesso di leggere, la storia non presenta nulla di entusiasmante e i personaggi sono piuttosto scialbi. Giorgio H, non voglio scoraggiarti, piuttosto sollecitarti a rivedere meglio alcuni aspetti di questo tuo scritto. Il distacco dalla realtà del personaggio non può giustificare una perdita di coerenza della trama, ma dovrebbe irrobustire quest’ultima, renderla ancor più intrigante. Qui invece tutto si fa confuso e alla lunga credo possa stancare. Insomma, buon soggetto, ma da rivedere. In bocca al lupo.
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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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