Senza titolo

    “Adesso vengono i problemi” si disse Zweifel varcando la soglia del Monte di Pietà di Milano. E invece ci volle soltanto un po’ di fortuna, un pizzico di charme, una discreta dose di insistenza e sfacciataggine quanto basta.

    La faccenda si presentò subito sotto buoni auspici: un usciere gli indicò il reparto prestiti su pegno. Incredibilmente, non c’era coda allo sportello e l’impiegato dietro il banco aveva l’aspetto di un essere umano.

    Calcando l’accento tedesco, Zweifel spiegò che a fine luglio il dottor Alessio Paleologo aveva impegnato un oggetto per non lasciarlo incustodito. Purtroppo, pochi giorni dopo, aveva perso la vita in un incidente stradale. Due mesi più tardi, donna Teofila aveva notato la mancanza dell’oggetto. Ricordando di avere suggerito al figlio, in caso di assenze prolungate, di impegnare l’oggetto al Monte di Pietà, aveva cercato la polizza, non l’aveva trovata e si era rivolta a lui, antiquario e amico di famiglia, per ricuperare l’oggetto, che apparteneva ai Paleologo da secoli e, pur essendo di scarso o nullo valore intrinseco, aveva un inestimabile valore affettivo.

    L’impiegato trafficò con il computer, prese nota di un numero e andò a confabulare con un funzionario dai gesti aggraziati e dai baffi curatissimi, il quale ascoltò, fissò Zweifel e sorrise. Venne allo sportello e parlò sottovoce, come se la salma del defunto Alessio fosse lì, tra i ceri accesi, vegliata dai monaci ortodossi.

    “L’oggetto è effettivamente impegnato presso il nostro Istituto” confermò. “Ma quando viene smarrita una polizza, per rientrare in possesso del pegno bisogna presentare alcuni documenti.” Li elencò contando sulle dita, a partire dal mignolo. “Certificato di morte del depositante. Denuncia di smarrimento della polizza. Attestato notarile dell’identità dell’erede legittimo. Procura ad hoc rilasciata dall’erede legittimo.” Il funzionario aveva la erre moscia. Fece una breve pausa e sorrise ancora. “Vado contro all’interesse dell’Istituto, ma è più semplice acquistare l’oggetto quando i pegni non riscattati saranno messi in vendita.”

    Sorrise anche Zweifel, deciso a non mollare. “Ci ho pensato anch’io. Ma si tratterebbe di far passare dieci mesi, e in dieci mesi può succedere di tutto.”

    “Cosa può accadere? I pegni sono custoditi nel caveau più impenetrabile di Milano. In duecento anni non abbiamo subito furti, rapine o danneggiamenti.”

    Zweifel scoccò un altro sorriso, più felino. “Ah, ma la vita umana non è che un soffio: prima del prossimo agosto donna Teofila potrebbe avere già raggiunto suo figlio nell’alto dei cieli. E anche noi potremmo non essere più qui.”

    Il funzionario tuffò le mani nelle tasche e armeggiò scompostamente.

    “Veda” proseguì Zweifel, “questo caso è più unico che raro. Un uomo di trentacinque anni lascia in pegno un oggetto di scarso valore con l’intenzione di ritirarlo a brevissima scadenza, ma perde la vita in circostanze imprevedibili.”

    Il funzionario si strinse nelle spalle e compresse le labbra fino a deformare la perfetta parentesi dei baffi.

    Zweifel insistette. “Non solo: la polizza è al portatore. A chiunque la esibisca, fosse anche un ladruncolo egiziano, voi siete tenuti a consegnare il pegno senza far domande. Non è così? E ciò avverrebbe contro pagamento di… quanto, esattamente?”  

    L’impiegato controllò sul video. “Cinquantamila di capitale, più spese e interessi per…cinquecentomila, circa.”

    “Però!”

    “Le nostre sono tariffe legali.” dichiarò gelidamente il funzionario.

    “Davvero? Forse gli avvocati della famiglia Paleologo non saranno della stessa opinione. Io, che non sono un legale, a occhio e croce direi che, se l’oggetto è in deposito, va comunque restituito ai legittimi proprietari; se invece si tratta di un prestito, il creditore non può rifiutare di essere rimborsato.”

    Le certezze dell’uomo con i baffi cominciarono a mostrare qualche incrinatura. Dopo aver tentennato alquanto, finì per convocare un funzionario dell’ufficio legale, un tizio piccolo, dalla strana andatura saltellante, il quale fece strada fino a un salottino. Lì, con teutonica pedanteria, Zweifel ripeté i suoi argomenti. Esibì, tra l’altro, un autentico certificato di morte di Alessio Paleologo e una apocrifa lettera d’incarico di donna Teofila.

    L’omino valutò la situazione. Senza proferire parola, compilò un modulo e lo porse all’antiquario. Zweifel depose sul tavolo cinquecentocinquantacinquemila lire in contanti e una carta di identità nella quale figurava come Peter Penta, nato a Fünfkirchen il 5 maggio 1955 e ivi residente.

    Seguì un’altra ora di formalità, apertura di caveau, firme e controfirme. Ma alle cinque del pomeriggio Zweifel uscì dal Monte di Pietà e passeggiando per via Manzoni con la coppa in mano, si sentì campione del mondo come e più di Franz Beckenbauer.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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