Ofellée fa’ ‘l to mesté

    Traduzione (dal milanese): friggitore di ciambelle, fa’ il tuo mestiere (e non pretendere di fare cose più grandi di te).

    E pensare che il porfirogenito si vanta di essere nato a Varese e aver abitato a Milano per gran parte della sua vita! Si vede che in famiglia erano troppo “sciuretti” per citargli proverbi in vernacolo. Peccato. Se l’avessero fatto, forse il Monti Mario ci avrebbe pensato due volte prima di scendere (anzi: salire) in politica con un progetto fallimentare e scegliendo la compagnia meno adatta per emergere.

    Non ci voleva molto a capire che l’interesse di Casini&Co era mandare avanti il porfirogenito a correre i rischi, mentre loro stavano nelle retrovie a raccogliere il bottino, per poi liquidare il front runner una volta usurato.

    E che cosa fa il Nostro? Aumenta le tasse (evabbe’). Scarnifica le pensioni (evabbe’). Parla di riformare questo e quello (ma non liberalizza un tubo, e si riduce a far scadere le carte d’identità il giorno del compleanno. Sai che progresso!). Si dà un gran daffare in Europa per ricuperare all’Italia un minimo di credibilità (e questo è un suo merito indiscutibile, anche se l’Italia è soprattutto debitrice di un cero a San Mario Draghi da Francoforte).

    Ebbene: dopo questa performance, il porfirogenito si convince di avere la bacchetta magica (o forse il tocco regale che guarisce dalla scrofola), perché, immemore delle scarse fortune elettorali sempre toccate al liberalismo italiano, da Benedetto Croce a Luigi Einaudi a Giovanni Malagodi, si illude di portar via metà dell’elettorato a Bersani e Berlusconi.

    Cosa gli può aver fatto nascere nel cervello un’idea così balzana, Dio solo lo sa. Come se Bersani non fosse l’erede di una delle strutture più solide degli ultimi settant’anni e Berlusconi non fosse quell’incantatore di serpenti che abbiamo imparato a conoscere ormai dal secolo scorso.

    Risultato? Casini passerà sì e no dal 7 al 9-10 per cento. Monti potrà solo sperare che l’economia italiana vada di male in peggio, perché se lo spread non risalirà a 600 punti, non ci sarà più bisogno di lui. E le speranze di un rinnovamento liberale, di vere riforme, di abbattimento delle rendite e di premio al merito, se ne andranno in vacca, una volta di più.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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