Due considerazioni speculari

    Probabilmente, anzi sicuramente, è vero ciò che ha detto il papa: il Concilio Vaticano II è stato ben diverso da come l’hanno rappresentato i media. Non è stato uno scontro fra conservatori e progressisti.

    Peccato che il papa non ci abbia detto cosa è stato in realtà.

    Io non ero là a sentire, ma immagino che si sia trattato di un conflitto fra due diverse strategie per il rilancio dell’evangelizzazione: quella classica, che ha avuto il suo culmine nell’incoronazione di Carlomagno, e cioè l’idea che, una volta raggiunto un accordo con il potere statale, i popoli seguiranno le indicazioni dei leader; e quella più moderna, che constata lo scollamento fra il potere e le libere coscienze e propugna un rinnovamento della Chiesa dall’interno.

    Non sono sicuro di quale sia stata la scelta di papa Ratzinger, ma ciò che mi sembra sempre più evidente è che il papa è stato lasciato solo. Non si è formata una fazione contraria e una favorevole: a un certo punto li ha avuti tutti contro.  

    E forse questo è il male peggiore della Chiesa così com’è oggi: il silenzio. Il dibattito c’è, ma viene taciuto, silenziato, negato. Da due secoli gli uomini rivendicano libertà di coscienza, ma la Chiesa continua a pretendere che i fedeli “stiano contenti al quia”, e cioè obbediscano senza disturbare il guidatore.

 

    Contemporaneamente succede che, nel solito show preelettorale delle procure, viene beccata una tangente dell’Agusta su un contratto per la vendita di elicotteri in India. Come al solito, Berlusconi se ne esce a parlare al momento sbagliato. E, come al solito, tutti gli altri non perdono l’occasione per prenderci per fessi. Uno dice che le tangenti sono buone e giuste, eque e salutari; gli altri, apriti cielo!, non perdono l’occasione di atteggiarsi a virtuosi che mai e poi mai toccherebbero una tangente con un dito (figuriamoci!).

    Sappiano le anime belle che la realtà è proprio questa: per vincere un appalto (non soltanto nei paesi del terzo mondo) bisogna pagare la stecca. Dovendo affidarsi a qualcuno del posto che abbia rapporti con l’ente appaltante, si concorda la stecca con con costui e sarà lui a ripartire il conquibus.

    Naturalmente ci sono anche i furbacchioni che nel pagamento della stecca (o magari sull’intero affare, come sembra sia successo al Monte dei Paschi) includono una cifra per loro, da restituire in nero, e questi sono semplicemente dei furfanti da associare alle patrie galere. Ma quando la stecca supera un certo ammontare, diciamo il 5%, la faccenda puzza lontano un miglio.

    Ora, fare di ogni erba un fascio come se tutte le aziende esportatrici combinassero regolarmente simili porcheriole, significa sputtanare l’intera categoria degli esportatori (proprio in questo momento, poi!). Altro che Tafazzi! Questa è davvero l’ultima delle stupidaggini.

    Invece, le cosiddette “anime belle” sono arrivate a dichiarare che, piuttosto che pagare tangenti, è meglio non esportare. Be’, teniamo da conto le registrazioni di chi l’ha detto, perché dovranno andarci loro a spiegare a milioni di operai come mai le loro aziende sono fallite e li hanno lasciati disoccupati.

 

    Insomma: in Vaticano si tace troppo, in Italia si tace troppo poco. Possibile che non esista una ragionevole via mezzo?   

Annunci

Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Due considerazioni speculari

  1. Pingback: Due considerazioni speculari | Merlin Cocai

  2. Branoalcollo ha detto:

    Hai ragione, va anche detto che però si continuano a fare cose gravissime, e le cose non cambiano, anzi addirittura si giustifica la tangente.

  3. riccardo ferrazzi ha detto:

    Ciò che non si può giustificare è il furto o l’appropriazione indebita di parte di una tangente. A parte ciò, in Francia, Germania, UK, USA, ecc. succedono le stesse cose (in quantità e qualità) che succedono da noi. Solo che all’estero su cinque porcherie ne viene a galla una sola, in Italia ne vengono a galla sette, cioè tutte più due inventate.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...