Montarsi la testa

    Una volta dalle mie parti si diceva che, se uno si mette in politica, è perché non ha voglia di lavorare. Ma negli ultimi anni è cambiato qualcosa: oggi se uno si mette in politica è perché ha un tremendo complesso di inferiorità e non vede l’ora di prendersi la rivincita.

    Berlusconi non ha mai digerito le osservazioni di Biagi e Montanelli (Biagi lo prendeva in giro: se avesse appena una punta di tettine farebbe anche la show-girl! Montanelli lo scoraggiava: che attenzione vuoi che abbiano i politici per te e per la tua televisione di culi e tette!) e appena ha potuto ha fondato un partito. Con i risultati che sappiamo.

    Di Pietro, l’analfabeta laureato a botte di quattro esami in tre mesi, stava stretto nella procura di Milano dove gli facevano ombra altri sei o sette sostituti procuratori (laureati sul serio, loro). Dunque che fa? Fonda un partito.

    Fonda, ma non sfonda. E allora fa guerriglia, prende accordi e poi se li rimangia, fa dichiarazioni abrasive e discorsi infuocati. Ma a furia di bruciare, la legna finisce. Al primo intoppo, Tonino crolla come un castello di carte.  

    Monti si sentiva sin da piccolo destinato ai più alti fastigi del potere (se non addirittura della Storia) e se la prendeva con il destino cinico e baro che lo relegava ai margini, in ruoli indegni di lui. Contestò il Tesoro e Bankitalia in televisione (chi se lo ricorda più?), rifiutò di fare il ministro in un paio di governi. Voleva palazzo Chigi e, perbacco, l’ha avuto. Poteva bastare? Macché. Poteva accontentarsi dell’etichetta di “tecnico”? Ma neanche per sogno. Poteva entrare in un partito di quelli che già c’erano? Figuriamoci. E allora che fa? Fonda il suo partito, con il programma minimalista di portar via tutti gli elettori di Berlusconi e metà di quelli di Bersani. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

    Mo arriva Grillo. Non lo voleva più la Rai, non lo volevano le tv private. Però con gli spot degli yogurt s’è fatto le ville, i suv, le barche e i conti in banca (si noti il plurale). Poteva accontentarsi? Eh no! Poteva mettersi davanti a uno specchio e domandarsi: “Ma io vorrei essere governato da uno con quella faccia?”. Ovviamente no: perfino lui si sarebbe messo a ridere. Allora cosa fa? Se non volete rispondere con parole vostre, ve lo dico io: fonda un partito.

    Grazie a una fortunata (per lui) congiunzione astrale ottiene un risultato che da solo non serve a niente ma basta per tarpare le ali a tutti gli altri, e allora giù la maschera! Con sprezzo del pericolo (e del ridicolo), il Nostro proclama che l’unico programma possibile è il suo, l’unico governo possibile è il suo, e naturalmente l’unico premier possibile è lui.     

    D’altra parte, il candidato socialdemocratico alla cancelleria tedesca che si è dichiarato esterrefatto nel vedere due clown alla testa di due dei tre maggiori partiti italiani non ha tutti i torti, ma la sua fede politica l’ha reso strabico. Forse non ha sentito Bersani promettere di “smacchiare il giaguaro” o di “sbranare” chi lo punzecchia sul Monte dei Paschi. Forse non ha ascoltato le penose metafore da venditore ambulante con cui il sullodato Bersani infiora le apparizioni televisive. Forse non sa che con meno del 30% dei voti espressi (pari al 22% del totale) l’immaginifico Bersani sta per andare al Quirinale a reclamare l’incarico di formare il governo.

    Se il crucco si fosse informato meglio, probabilmente avrebbe concluso che in Italia la politica la fanno soltanto i pagliacci.

    E invece non è vero: la fanno i complessati, i repressi, i megalomani.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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3 risposte a Montarsi la testa

  1. Pingback: Montarsi la testa | Merlin Cocai

  2. Giuseppe Ummarino ha detto:

    Querido Don Ricardo, no es verdad: in Italia la politica ultimamente la fanno i pagliacci! Punto. Persino i crucchi (con tutto il, relativo, rispetto per i Tedeschi) se ne sono resi conto, e non e’ che, a memoria umana, abbiano un senso dell’umorismo spiccato!

  3. riccardo ferrazzi ha detto:

    Caro Master and Commander, ma come mai i pagliacci fanno politica? Secondo me, cercano la rivincita per le frustrazioni passate. Altrimenti, penso io, si sarebbero accontentati di ciò che avevano. Non credi?

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