La più bella del mondo

    La situazione politica è fluida, ma illuminata da una folgorante certezza: non si va da nessuna parte. Anche se i grillini si disgregassero, il governo dello smacchiagiaguari durerebbe? Forse solo per il tempo necessario a eleggere un nuovo presidente della repubblica, il quale non potrebbe fare altro che sciogliere le camere e convocare nuove elezioni. Sempre col Porcellum, naturalmente, perché una maggioranza qualificata su un progetto di nuova legge elettorale non si troverà mai.

    Nel frattempo quante altre prove di essersi montato la testa avrà dato il porfirogenito Monti? Quante altre pagliacciate avrà messo in pista Berlusconi? Quante altre stupidaggini avrà detto Grillo? E quanti altri trucchi da imbonitore di mercato rionale avrà combinato Bersani? Dio solo lo sa. Io so che ultimamente comincio ad averne viste troppe.

    L’ultima sceneggiata (tanto per non smentirci anche quando si tenta un fantomatico “rinnovamento”) viene dalle “new entries”. Le due “personalità della società civile” che Bersani ha proiettato sui cadregoni di Montecitorio e di Palazzo Madama ci hanno propinato per l’ennesima volta la balla della “costituzione più bella del mondo”. Ma sono fessi o ci prendono per fessi?

    Che un comico spari cazzate monumentali si può capire: in fin dei conti, è il suo mestiere. Ma che i presidenti della Camera e del Senato le ripetano facendo finta di crederci è uno scandalo, né più né meno.

    Questa costituzione è da sessantacinque anni una palla al piede dell’Italia. Grazie a lei viviamo in uno Stato nel quale non si riesce mai a decidere niente, a cambiare niente, a migliorare niente, nemmeno in tempi biblici. Grazie a lei le elezioni, qualunque sia la legge elettorale, sono una specie di festival di Sanremo: non si vota per cambiare la politica economica, la politica estera, le leggi che regolano il viver civile; no, si vota per veder vincere Tizio o Caio, come se ci fosse da scegliere la canzone che ci piace di più o da fare il tifo per la propria squadra. Come mai? Perché lo sanno tutti che, grazie alla nostra “magica” costituzione, vinca la destra, la sinistra, il centro o l’antisistema, non cambia mai niente.

    La costituzione “più bella del mondo”, cara Boldrini, caro Grasso, è  contraddittoria e piena di inutile retorica. La costituzione dice che la repubblica è fondata sul lavoro: i disoccupati, i cassintegrati, gli esodati e i giovani in cerca di impiego sanno quanto è utile questa roboante dichiarazione. La costituzione impegna lo stato a tutelare tutto e il contrario di tutto: lo sviluppo economico e l’interesse pubblico; la concorrenza e la giustizia sociale; l’industrializzazione, il paesaggio e l’ambiente; le libertà personali e la morale pubblica; la libertà di stampa e il diritto a non essere lesi nella propria onorabilità; la sicurezza e la funzione riabilitativa delle pene; eccetera eccetera. Tutto sullo stesso piano, tutto ugualmente importante (cosicché, per sapere nel caso concreto qual è l’interesse prevalente da tutelare, bisogna farlo decidere alla magistratura in tre livelli di giudizio).

    Questa costituzione ci ha regalato il bicameralismo perfetto, che tarpa le ali a qualunque iniziativa; ha inventato la “sovranità del parlamento”, che lascia al governo la responsabilità di provvedimenti stravolti da Camera e Senato; ci ha subissato con mille deputati e senatori, diosaquanti assessori e consiglieri di enti locali; ci ha messo sul gobbo le province, il CNEL e nonsoquante altre istituzioni che costano cento volte più di quanto servano e che non c’è verso di eliminare; ha messo il potere giudiziario sullo stesso piano del legislativo e dell’esecutivo, innescando un reciproco e perenne conflitto; e mi fermo qui, se no facciamo notte. 

    Questa costituzione, che Dio l’abbia in gloria, è la più squinternata del mondo! Avremmo dovuto mandarla a spasso una cinquantina di anni fa, quando la Francia, che ne aveva una simile e soffriva dei nostri stessi guai, se ne fabbricò un’altra: era ritagliata su misura per De Gaulle, ma funzionò anche per i successori.     

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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2 risposte a La più bella del mondo

  1. Pingback: La più bella del mondo | Merlin Cocai

  2. Giuseppe Ummarino ha detto:

    Don Ricardo: hai tralasciato di indicare che, sul piu’ bello e qualora (se mai fosse possibile) qualcuno venisse fuori con una qualsivoglia proposta costruttiva e decente su qualsiasi argomento , il fronte compatto degli “eletti” di ogni colore, stigmatizzerebbe il tutto al grido di “ci vuole ben altro!”. A meno che non si tratti ri ritoccare, al rialzo, le loro prebende e benefici vari.

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