La fiera delle vanità

    La situazione è tutt’altro che nuova: si è verificata almeno un paio di volte in Germania e recentemente in Inghilterra. L’unica maggioranza possibile è quella di grande coalizione destra-sinistra. Tanto in Germania quanto in Inghilterra i dubbi sono durati tutt’al più una settimana; poi l’interesse nazionale è venuto avanti, destrissimi e sinistrissimi hanno ingoiato il rospo e il governo è stato formato.  Ma non un governo “di scopo” o di qualche altra cosa. Un governo, punto e basta.

    In Italia, a quanto pare, non è possibile. Oppure non è conveniente? Per non convenire dovrebbe esistere un’alternativa. Ma quale? Lo sapremo solo quando sarà stato eletto il nuovo presidente della repubblica. Per ora esercitiamoci a indovinare quale potrebbe essere, se la cosa vi diverte.

    Una volta installato qualcuno al Quirinale, Bersani potrebbe ricevere l’incarico “al buio”, presentarsi in aula e ricevere la maggioranza dai famosi quindici o sedici grillini che, si dice, ha “in tasca” fin dal giorno dopo le elezioni. Oppure convincere Berlusconi a sostenere dall’esterno il suo ministero. Dopodiché, quando e se il cavaliere gli togliesse l’appoggio, avrebbe tutte le ragioni per ripescare i grillini di cui sopra. Certo, Napolitano non accettava una soluzione così sporca, ma il nuovo capo dello stato magari la accetterebbe. Ed ecco spiegati i traccheggiamenti, i “saggi perditempo”, la voglia di Napolitano di tirarsene fuori, eccetera eccetera.

    Naturalmente, tutto dipende da chi sarà il nuovo presidente. Ed ecco spiegata la commedia degli errori fra Bers e Berl. Uno tira a fregare l’altro, ma Bersani ha più frecce al suo arco, e il tempo (finché riesce a stiracchiarlo) gioca a suo favore.

    Il problema nasce dopo. Quanto durerebbe un governo con una maggioranza “alla Scilipoti” (perché di questo si tratterebbe)? Quanto ci vuole perché una ventina di senatori PD si ribellino? Addirittura, il PD rischia di spaccarsi.

    Ne sapremo qualcosa di più quando cominceranno le votazioni per la presidenza della repubblica. A me (e, credo, alla maggior parte degli italiani) farebbe piacere un’elezione al primo scrutinio. Ma dubito che sia possibile e se, magari al secondo o al quarto, i grillini convergessero sul candidato del PD (per esempio Prodi), da un lato Berlusconi esploderebbe per la rabbia, dall’altro Bersani andrebbe a palazzo Chigi schidionato, pronto per farsi rosolare dalle bizze grilline e con il petto ridotto a puntaspilli per le pugnalate interne. 

    Per ora, una sola certezza splende sui cieli della patria: i governi servono unicamente a dare ai politici l’occasione per giocare a chi fa la figura del pirla. Di noi, ai vari Bers, Berl e Grillo, non gliene può fregare di meno.

 

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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