Qui si parrà…

    Re Giorgio ha strapazzato i rappresentanti del popolo. I quali, con la faccia di bronzo che li contraddistingue, hanno finto di non capire e gli hanno tributato scroscianti applausi. Dopodiché, à la grande vitesse, consultazioni e conferimento dell’incarico. Evabbe’, tutto come da copione. Ma adesso?

    Adesso siamo daccapo. Più di un anno fa il porfirogenito Monti Mario, intronizzato a Palazzo Chigi, ricevette il via libera dai partiti per introdurre una serie di tasse sufficiente per far stramazzare un bue. È vero che nelle intenzioni del porfirogenito c’era anche la famigerata e fantomatica spending review, ma i partiti non gliela permisero e il decreto “CresciItalia” si ridusse a poche riformine di facciata.

    Nel frattempo, i partiti avrebbero dovuto cambiare la legge elettorale. Non lo fecero, e si tornò a votare con il Porcellum (che alla fin fine ha avuto anche qualche merito: se si fosse votato con un sistema proporzionale il parlamento sarebbe stato spaccato in tre gruppi uguali. Se non altro, il Porcellum ha fatto in modo che uno dei tre dovesse prendere l’iniziativa, e non è colpa del Porcellum se il PD non ne ha fatta una giusta).

    Da questo breve riepilogo si possono dedurre almeno un paio di conclusioni:

    1) il porfirogenito Monti non ha mai potuto decidere niente. Ha soltanto fatto il lavoro sporco che i partiti non volevano intestarsi (aumentare le tasse e andare a Bruxelles a prendere le sberle tedesche). Non l’ha capito? Ha creduto davvero di essere il salvatore della patria? Oppure ha cercato di farlo credere a noi? 

    2) PD e PDL hanno visto crescere come un fungo l’antipolitica; dopodiché il PD ha tenuto il paese a bagnomaria per due mesi, ha fatto una figura penosa alle elezioni presidenziali e deve acconciarsi, con estrema riluttanza, a fare un governo con l’odiato Berlusconi. Il quale, da parte sua, non può certo gloriarsi di aver bene meritato della patria negli ultimi anni e, se oggi può ancora mostrarsi in pubblico, è solo grazie ai macroscopici errori degli altri.

    Ora il nuovo presidente del consiglio incaricato ha davanti il compito di: 1) ridurre le spese dello stato per poter ridurre la pressione fiscale, 2) cambiare la legge elettorale e 3) riformare la costituzione. Qualcuno crede seriamente che la reprimenda di re Giorgio basti per far sì che i partiti si comportino con Letta diversamente da come si sono comportati con Monti? Io no.

    Eminentissimo Cardinal Nipote (di tanto Zio), il Poeta ti direbbe che “qui si parrà la tua nobilitate”. Ma nel fondo della mia nullità io temo fortemente che il seguito di questa avventura sarà il solito: un eterno traccheggiamento in attesa che “succeda qualcosa”, che “ci pensi lo stellone” e via discorrendo. Se poi non succederà niente, si troverà qualche altra tassa da aumentare. Tanto, prima che l’Italia fallisca definitivamente, saremo tutti morti.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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