Cristoforo Colombo: un corsaro?

Il 13 agosto 1476 cinque navi genovesi dirette in Olanda furono attaccate al largo di Cabo San Vicente (l’estremità sudoccidentale del Portogallo) da navi corsare. Nello scontro una nave andò a fuoco: una nave genovese o una nave corsara? Non si sa. Ma su quella nave era imbarcato Cristoforo Colombo. Lo racconta lui stesso in una lettera.

Il futuro Ammiraglio salvò la pelle nuotando fino a riva e aggrappandosi a un remo come salvagente. Da che parte combatteva Colombo? Per Genova o contro Genova?

Secondo quel che lascia capire lui stesso nelle sue lettere, in quegli anni navigava agli ordini di un ammiraglio francese che i colombisti identificano in un tal Guillaume de Casenove-Coullon, mercenario e corsaro. Possibile? Colombo avrebbe assaltato navi genovesi? Avrebbe combattuto contro i suoi concittadini?

In realtà, su cosa abbia fatto Colombo nei suoi primi anni in mare ci sono ben pochi documenti. A lume di buon senso si può pensare che si sia imbarcato fin dal primo viaggio sulle navi di un armatore che commerciava con Valencia, Cadice e Lisbona. Sin da allora imparò a parlare e scrivere in castigliano, rimase in full immersion spagnola e adottò il castigliano come lingua madre.

A questo proposito è sintomatica una lettera al Banco di San Giorgio di Genova datata 2 aprile 1502, nella quale Colombo da un lato dichiara la sua origine genovese (Bien que el cuerpo ande acà, el corazon està alì de continuo), dall’altro scrive in castigliano. Ormai era un “pezzo grosso” alla corte di Spagna, il presente e il futuro dei suoi figli era in Spagna e nel Nuovo Mondo: era logico che scrivesse in castigliano. Ma ventisei anni prima da che parte aveva combattuto a Cabo San Vicente? Era capitano di vascello nella marina mercantile genovese o era corsaro al servizio della corona portoghese?

Ebbene: dopo il naufragio Colombo non venne fatto prigioniero e, una volta giunto a terra, non tornò a Genova. Se ne andò a Lisbona (nella capitale del “nemico”) e lì “trovò” il fratello minore Bartolomeo (che ci faceva lì?).

Non solo: tutto fa pensare che Cristoforo fosse già bene introdotto a Lisbona. Tanto è vero che a Genova non tornò mai più, rimase a Lisbona e due anni dopo si sposò con Felipa Muniz Perestrello. Evidentemente Cristoforo e Bartolomeo avevano allacciato solidi rapporti a Lisbona ben prima del 1476.

Ma cosa indica che Colombo abbia fatto il corsaro? Intanto, lo confessa lui stesso quando scrive di essere stato agli ordini di Casenove-Coullon. A quei tempi i saraceni saccheggiavano le coste europee e fino alla battaglia di Lepanto navigare nel Mediterraneo fu una cosa più da soldati che da mercanti. In mare vigeva la regola: pesce grosso mangia pesce piccolo. Oltre a portare merci a Siviglia e a Lisbona, Cristoforo imparò ad abbordare altre navi, al punto che Renato d’Angiò gli affidò una missione di vera e propria pirateria nell’ambito di una sfortunata guerra dinastica per la successione al trono di Aragona.

La conclusione è che Cristoforo Colombo viaggiò e combatté sul mare, per Genova e contro Genova: fu corsaro e mercenario.

Quanto alla presenza di Colombo in Portogallo prima del 1476, esiste almeno un documento secondo il quale Cristoforo arrivò a Lisbona prima di Bartolomeo. In effetti, quando Cristoforo fece naufragio, Bartolomeo era così ben sistemato da poter accogliere un fratello che si presentava lì per la prima volta, naufrago e senza il becco di un quattrino? Aveva sedici anni, era piovuto lì da Genova (come? quando? con quali appoggi?). È più logico pensare che Cristoforo si sia stabilito a Lisbona poco dopo il 1470, sia stato arruolato come corsaro dalla corona del Portogallo, e abbia scritto al fratello Bartolomeo di raggiungerlo.

Bartolomeo venne e per vivere si mise a disegnare carte nautiche e portolani. Come si procurò i clienti? Chi lo inserì nel “giro”? Non può essere stato che il fratello maggiore.

E del resto una Muniz Perestrello, appartenente a una famiglia introdotta a corte, non avrebbe potuto sposarsi all’insaputa del sovrano. Ma il re non si oppose al matrimonio di una donna altolocata con uno sconosciuto straniero. Evidentemente Colombo era tutt’altro che sconosciuto.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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