Letta, Renzi e Ciwati

Ovvero: il gioco delle parti.

Letta gioca a fare lo statista. Cos’altro potrebbe fare? Napolitano, finché regge, è costretto a sostenere il governo delle “non più tanto larghe intese” e a tenere in sella Letta, Cancellieri &Co. Letta, da parte sua, spera di disinnescare entro fine mese la doppia bomba Berlusconi-Legge Finanziaria. E magari ce la farà: ormai Silvio non ha più i numeri per far cadere il governo (ma ciò non significa che le acque siano tranquille).

Infatti, come mai Renzi si è improvvisamente rizzato sulle zampe di dietro e ha (astutamente, democristianamente) sostenuto che la Cancellieri avrebbe fatto bene a dimettersi prima della votazione sulla mozione di sfiducia? Il significato della mossa è chiaro: nulla fregami della ministra ma, senza sporcarmi le mani, mi riservo di far cadere il governo alla prima occasione utile. Dice: ma è un governo “nostro”! Risposta: embè? Se posso votargli contro con un pretesto onorevole, farlo cadere e subentrargli, io lo faccio.

Qui sta il discrimine, perché Silvio non è detto che voti contro (ha bisogno dei voti di Alfano sulla questione della decadenza) e per Renzi spaccare il partito su una battaglia persa in partenza sarebbe un boomerang.

E allora: niente convergenza sulla mozione dei grillini, niente mozione renziana. Solo un caldo invito alle dimissioni, che la ministra non accetterà, ma che serve a distinguersi e a sfoggiare richiami alle virtù d’antan (delle quali se ne impiperà alla prima occasione).

A questo punto cosa poteva fare il povero Ciwati per restare visibile? L’unica mossa era approfittare dell’obbligato e imbarazzato “piede in due scarpe” di Cuperlo per scavalcarlo a sinistra (La mozione la presento io!).

Ci deve essere voluto un po’ di “moral suasion” per fargli passare la fregola, al Ciwati. Mi par di vederli, i coboldi di Letta e Cuperlo, freneticamente occupati a stoppare delegati e deputati (Guai a chi firma la mozione!). Fatto sta che il pezzo di carta è rimasto senza firme, e il Ciwati l’è turnà a ca’.

La mia amica Paola Bocci non se ne abbia a male. Il suo diletto non ha vinto, ma non ha neanche perso. Anche lui ha capito che ormai il PD è diventato tale e quale la DC. Conquistati uno spazio, caro il mio Ciwati, e prima o poi torneremo a sentir parlare di te.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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