Porcellinum

Tra Matteo e Silvio, dopo tanti annunci di buona volontà, che cosa è uscito? Il Porcellum con il minimo richiesto dalla Corte Costituzionale; e non è neanche detto che basti.

Non è detto che basti perché già un premio del 18% a chi arriva giusto al 35% non so come si possa giustificare dal punto di vista costituzionale; ma in più c’è la furbata del ballottaggio eventuale, che finisce per attribuire la maggioranza assoluta dei seggi anche a chi raccoglie meno del 35%!

A parte ciò, rimane la solenne fregatura delle coalizioni con diritto di scioglimento due minuti dopo il voto. Si dirà: non se ne poteva fare a meno se si vuole che la nuova legge elettorale sia almeno un po’ “largamente condivisa”. Ma si può anche obbiettare che, per fare un “porcellinum” non tanto largamente condiviso, tanto valeva tenersi il porcellum. Dice: ma così rischiava di vincere Grillo! Si risponde: e così invece no?

Se Grillo sarà cancellato dall’orizzonte parlamentare (ed è cosa buona e giusta che lo sia), non sarà grazie a una porcheria di legge elettorale, ma grazie alla sua incapacità di esprimere una proposta politica seria.

 

Tutta questa fregola di porcelli e porcellini nasce, a mio modestissimo avviso, da un fraintendimento: che ci debba essere una maggioranza forte e coesa a sostegno del governo.

Non è così. Non è affatto così.

In primo luogo perché le maggioranze di coalizione non possono essere coese. Perlomeno, non in Italia. Fanno già fatica a stare insieme in Germania, figuriamoci da noi! E per arrivare al 35% una coalizione ci vuole.

In secondo luogo perché Stati Uniti e Francia hanno dimostrato più di una volta che un Presidente eletto direttamente dal popolo può convivere anche con un Parlamento ostile. Dice: sì, convive come un’anatra zoppa! Si risponde: perché, il governo del Cardinal Nipote Henry Coletta cammina spedito?

 

Personalmente rimango del parere che l’unico sistema serio sia quello di un presidente eletto dal popolo che resta in carica per cinque anni rinnovabili una sola volta, con poteri paragonabili a quelli del presidente USA. Come contraltare avrà un parlamento monocamerale eletto in collegi uninominali a turno unico, come il parlamento inglese, retto da un regolamento nel quale sia chiaramente specificato l’iter delle leggi proposte dal governo: 1) la commissione che prende in esame il testo del disegno di legge ha sessanta giorni di tempo per elaborare emendamenti. 2) il governo ha altri trenta giorni di tempo per decidere se accettarne uno o più di uno. 3) dopodiché il governo manda in aula il provvedimento (emendato o no, a suo giudizio) e l’aula lo vota, non articolo per articolo, ma nella sua interezza. Sì o no.

Imparino parlamento e governo a prendere ciascuno la sua responsabilità.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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