Lapsus freudiano al Quirinale

Fumo. Soltanto fumo.

Ma come, re Giorgio non conosce il proverbio non c’è fumo senza arrosto? Devono esserselo domandato in tanti, e probabilmente è da stamattina che il Signor Presidente si sta mordendo le mani (o più probabilmente sta somministrando un accurato shampoo al suo ghost writer).

Come al solito, le porcherie vengono fuori a poco a poco ma, una volta rotto il fronte, diventano una valanga. Salta fuori per esempio che il Signor presidente cominciava a scaldare i motori del porfirogenito Monti fin da quando lo spread stava a 200 (cioè alla quota odierna). Salta fuori che, dopo i “segnali” esternati dal Colle, il porfirogenito va in pellegrinaggio a Sankt Moritz per assicurarsi la benevolenza di De Benedetti, notoriamente amico per la pelle (!) del premier allora in carica. Succede che addirittura Prodi va in Bocconi a incontrare il porfirogenito e a deporre ai suoi piedi oro incenso e mirra. Non sarà che, si fa per dire, il suddetto porfirogenito abbia ricevuto anche qualche telefonata da Parigi?

Ora, diciamola tutta: il “premier allora in carica”, e cioè il Berlusconi Silvio, ha fatto le divine e umane cose per fare incazzare tre quarti di Europa e probabilmente anche l’America. Poteva capirlo da solo che la sua amicizia con Bush lo rendeva inviso a Obama, che Sarkozy lo vedeva come fumo (fumo!) negli occhi, che la Merkel non era deliziata dalla definizione di “culona inchiavabile”, che Zapatero contava come il due di picche ma era uno in più ad avercela con lui. Insistendo a fregarsene, il Berlusca si è rovinato con le sue mani, e cosa avrebbe dovuto fare un presidente della repubblica se non pensarci per tempo e metterci una pezza?

Per cui, non ci parli di fumo senza arrosto, Signor Presidente. Non ci prenda per scemi. L’arrosto c’era, anche se Lei è intervenuto solo al momento di tagliarlo a fette: chi l’ha cucinato stava a Parigi e Berlino, e chi ci ha inzuppato il pane stava nella City e a Wall Street.

Nessuno dice che Lei abbia esorbitato dalle Sue prerogative, Signor Presidente. Almeno, nessuno che sia sano di mente. Anzi: tutto lascia pensare che l’Italia debba esserLe grata per il Suo intervento. Ma proprio per questo, creda, sarebbe il caso di diradare il fumo si diradi e lasciare che anche i miseri sudditi sappiano cosa diavolo successe davvero in quel famigerato 2011.

Di misteri in Italia ce ne sono già stati troppi. Non illudiamoci di poter tappare ogni pentola, per quanto maleodorante sia: c’è sempre un Alan Friedman che solleva i coperchi.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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