Renzichov

Da tre giorni tutti quanti si scagliano contro Renzi e il suo modo di andare al potere dopo aver giurato e spergiurato di non volerci andare così. Hanno ragione. Se uno dice di volere la legittimazione del voto popolare, con che faccia può capeggiare una congiura di palazzo?

Ma è davvero il caso di fare le “anime belle”? Il potere, diceva il glorioso presidente Mao, esce dalla canna del fucile. Il che, in parole povere, significa che se lo vuoi devi acchiapparlo come e quando capita. Quel che conta non è come ci arrivi ma cosa ne fai.

Da un punto di vista di politica politicante, il Matteo ha fatto benissimo a prendere al volo la sua opportunità: oggi l’aveva, domani chissà. Ora tutto sta a dimostrare di saper fare il famoso “cambio di passo”. E qui, se ha un po’ di buon senso, farà bene a tener presente l’esempio che la Storia gli ha fornito non molti anni fa.

Un impero che durava da ottant’anni (e aveva superato prove tremende come l’invasione della Wehrmacht) si era impaludato in un regime che, per tener buone tutte le nazionalità, tutti i gruppi di potere, tutte le mafie, si era ridotto a coltivare l’immobilismo. Ma l’immobilismo, come sempre capita prima o poi, cominciò a fare acqua. Si imponeva un cambio di passo e non si poteva farlo senza una forte dose di decisionismo.

Il decisionista di turno fu Gorbaciov. Che era tutt’altro che uno sprovveduto, eppure fece la figura dell’apprendista stregone. L’impero sovietico cadde in frantumi, senza gloria, provocando la fame e gli stenti di milioni di russi (oltre alla ricchezza smodata di pochi furbacchioni).

Matteo Renzichov va al potere e con il suo decisionismo conta di smuovere il paludoso sistema politico italiano. Potrebbe farcela. È spregiudicato. È giovane. Ha capito che era il momento buono per farla finita con le vecchie mummie del PD. Potrebbe attirare Berlusconi in un accordo che lo tenga a bagnomaria quel tanto che basta perché l’età lo metta definitivamente fuori gioco. In fondo, se gli garantirà una mano sul piano giudiziario e una relativa tranquillità per le sue aziende, il Cav avrà tutto l’interesse a reggergli il moccolo. Tanto lo sa anche lui di essere diventato impresentabile in Europa e nel mondo.

Dunque, in un modo o in un altro, Renzichov ci proverà. Ma riuscirà?

Temo di no. Ci sono troppi marpioni in giro e la forza di Matteino è tutta in un favore popolar-mediatico che oggi c’è e domani chissà.

Ma c’è da sperare che ce la faccia, perché in caso contrario il PD rischia di far la fine dell’URSS. Non ci guadagnerebbe nessuno. Non la sinistra italiana, ovviamente; ma nemmeno la destra. Per non parlare delle aziende, dei disoccupati, dei pensionati. Di tutti noi.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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