La toppa peggiore del buco

Messo in allarme dalla sollevazione generale contro l’idea di tassare i bot, Matteo sigilla la bocca dell’incauto Delrio e interviene dall’alto della sua autorità: “Non toccheremo i bot. Faremo una valutazione sulle rendite finanziarie.”

Ecco bravo: fai una valutazione, e magari informati.

Le “rendite finanziarie” (che non siano titoli di stato) già sono sottoposte a due tipi di prelievo: l’imposta di bollo pari allo 0,2% sul capitale, e un prelievo alla fonte del 20% sulle cedole.  

Insomma: una qualunque obbligazione (dell’Enel, della Telecom, di una banca, ecc. ecc.) se rende il 3% lordo paga già ora lo 0,8% di tasse (e il suo rendimento netto scende al 2,2%), se rende il 4% lordo paga l’1% di tasse (e il netto scende al 3%), se rende il 5% lordo paga l’1,2% (e il netto scende al 3,8%). Eccetera eccetera.

Ai tassi correnti, il prelievo tributario sulle “rendite finanziarie” è di poco superiore al 25% e, più scendono i tassi, più la percentuale aumenta.

Data la situazione di sostanziale recessione in cui viviamo, e date le previsioni davvero poco incoraggianti per i prossimi due anni, non è prevedibile un aumento dei tassi di interesse. E allora – la domanda sorge spontanea – cosa vuol tassare Matteino?

La risposta può essere soltanto una: vuole andare a pescare quei tizi (quanti saranno?) che hanno più di un milione in azioni e obbligazioni e dirgli a brutto muso: tu guadagni troppo. Ma come troppo? Dirà lui (o lei). Ti sembra troppo il 4% lordo per chi presta i suoi soldi? In astratto no, ammetterà Matteino, ma tu ne presti così tanti che non ti farà male alla salute se te ne porto via ancora un po’.  

Insomma: avere più soldi di quanti Matteino dica che è lecito avere è, se non un reato, un peccato mortale. Bisogna confessarlo e recitare la penitenza.

Quanto raccoglierà in questo modo Matteino? Ben poco. E ogni mese raccoglierà meno, perché le pecore, una volta tosate, vanno a cercarsi altri pascoli (magari nelle Cayman, a Singapore o chissadove). Le imprese italiane smetteranno di investire per mancanza di finanziamento. Ma che importa? Quel che conta è dire al colto e all’inclita: io faccio pagare i ricchi! (anche se è vero il contrario).

Dopo il Porfirogenito Monti e il Cardinal Nipote Letta siamo finiti in mano a Matteo Gerolamo (Savonarola).

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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Una risposta a La toppa peggiore del buco

  1. riccardo ferrazzi ha detto:

    Detto fatto: Matteino ha tassato le “rendite finanziarie” portando il prelievo al 26% sulla cedola (oltre al bollo dello 0,2% sul patrimonio). Ma sì: anche i ricchi piangano! E adesso staremo a vedere se e per quanto tempo la riduzione dell’Irap sarà finanziata dalla nuova tassa. Auguri!

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