Chi è progressista?

Prima di parlare dei vizi della destra sarà forse il caso di dare un’occhiata alla demografia della sinistra. Chi sono, oggi come oggi, i pilastri elettorali della sinistra? Forse gli operai? Niente affatto. Semmai i pensionati. Ma soprattutto la legione degli insegnanti di ogni ordine e grado, afflitti da stipendi miseri e scarsa considerazione sociale. E il manipolo dei disoccupati snob: quelli che, non trovando l’impiego che vorrebbero, restano a casa a carico della famiglia, a lamentarsi del destino cinico e baro.

Insomma, gli intellettuali. Gente che ha studiato, come Galli della Loggia, ma non ha fatto carriera (come lui) in una università. Gli intellettuali non sono mica banali tecnici e imprenditori! Non sono “troppo legati alle loro occupazioni” o “troppo immersi nelle loro attività economiche”. Non si perdono dietro stupidaggini come inventare un prodotto, migliorarlo, venderlo in tutto il mondo. Loro hanno studiato. E come potrebbero essere “culturalmente antiprogressisti”? Loro guardano dall’alto e giudicano.

A destra non ci sono categorie organizzate perché lì impera l’individualismo, e in particolare il vizio di creare qualcosa con le proprie mani per poi specchiarcisi dentro e illudersi di non essere vissuti invano. Strani personaggi i “destri”: detestano l’idea di gestire organizzazioni create da altri. Non si rassegnano a una carriera in cui si va avanti per anzianità. A loro discolpa si può soltanto dire che non campano a spese della famiglia: impostano programmi a lunga scadenza che richiedono un impegno totale, e ci si impegnano per tutta la vita. Ma il loro individualismo è così forte da portarli a dire che “se uno si mette in politica vuol dire che non ha voglia di lavorare”.

Gente che ragiona così è “culturalmente antiprogressista”?

Caro Galli della Loggia, mi spiace ma non ci credo. Antiprogressista è chi si adagia nel tran tran dei passacarte, o chi passa le giornate a leggere ottimi libri invece di cercar lavoro, magari a cinquecento chilometri di distanza da casa. Antiprogressista è chi riempie l’aria di lamenti perché lui, che ha studiato Hegel e magari perfino Heidegger, trova solo impieghi da fattorino, indegni della sua cultura superiore.

Ma perbacco, puntualizza Galli della Loggia, gli intraprendenti uomini di destra, così individualisti e ambiziosi, non sanno esprimere una cultura politica!

È vero, ma solo in parte.

È vero che chi trova nel lavoro e nel successo l’unica passione della vita, ben difficilmente ha il tempo per formarsi un’ideologia politica coerente. È vero, in sostanza, che la destra cade facilmente in preda alle sirene di chi promette: voi pensate a lavorare, io penserò a lasciarvi tranquilli!

Eppure una ideologia politica per la destra ci sarebbe: il liberalismo. Non il liberalismo ideologico di Pannella o dell’Alliance Lib-Lab inglese, ma il liberalismo “moderato” di Cavour, di Giolitti e di quei democristiani (ce n’era qualcuno) che non si limitavano a gozzovigliare con il sottopotere.

Forse l’ultimo a interpretare questo modo di far politica fu Indro Montanelli, un non politico. Ma non è escluso che, prima o poi, a destra, invece di un Berlusconi (e tanti berluschini), salti fuori, per esempio, un altro Guido Carli, o un nuovo Leopoldo Pirelli, e magari, perché no? un nuovo Piero Chiara (che, oltre a scrivere romanzi e racconti godibilissimi, fu anche vicepresidente del Partito Liberale).

Come vede, caro Galli della Loggia, tutta gente gretta, ignorante, “culturalmente antiprogressista”.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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3 risposte a Chi è progressista?

  1. Elena Vellani ha detto:

    Stupendo, come sempre! Posso condividere questo post?

  2. riccardo ferrazzi ha detto:

    Of course. Qui siamo per il copyleft, anche se non siamo proprio di left, ma neanche di right, visto che ci piace usare la nostra testa…

  3. Elena Vellani ha detto:

    Copyleft …geniale!

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