Senato sì, Senato no

Dio solo sa cosa uscirà dalla lotteria delle riforme costituzionali ma, a quanto pare, il Senato sarà il primo banco di prova. E, seguendo il solito principio per cui ognuno deve poterla pensare come gli pare, anch’io mi sono fatto un’opinione.

In Inghilterra esiste la Camera dei Lord e in Germania esiste il Bundesrat. Sì, ma come mai? Motivi storici. In Inghilterra c’è la monarchia. I primi a opporsi al potere assoluto dei re furono i potenti, cioè i lords. Furono loro a ottenere la Magna Charta e, per quanto ridotti a funzioni puramente di facciata, non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Finchè gli inglesi sono contenti di pagare per mantenere una Camera in più…

In Germania la monarchia non c’è. Ma c’è stata fino al 1918 e, si badi, non era una monarchia unitaria (come quella dei Savoia in Italia) ma un impero, al di sotto del quale continuavano a esistere il regno di Baviera, il granducato del Baden-Württenberg, ecc. ecc. Ciascuno dei vecchi stati voleva in qualche modo continuare ad avere voce in capitolo e il Bundesrat diventò la Camera delle autonomie regionali.

La Francia è uno stato unitario, ma ha un presidente con prerogative quasi regali. E il senato c’è. Gli USA sono uno stato federale, e il presidente è il più regale che ci sia. Quindi il senato ha un doppio motivo per esistere. In Spagna lo stato è regionale, ma monarchico. E il senato c’è, anche se non è una camera delle autonomie.

Non ho fatto uno studio approfondito, ma mi pare che solo negli USA il senato sia eletto direttamente dal popolo. D’altra parte, non si vede un motivo perché i senatori debbano essere nominati dal re o da chi ne fa le veci. Se il senato deve essere una camera delle autonomie, la cosa più logica è che i senatori vengano nominati dai rappresentanti delle regioni, loro sì direttamente eletti dal popolo.

Ma se il senato deve essere una “camera di raffreddamento”, in cui le leggi vengono esaminate dal punto di vista delle regioni, che bisogno c’è di riunire a Palazzo Madama centoventi o centocinquanta rispettabili signori, serviti da valletti in livrea, buvette, ristorante, parrucchiere, medici e compagnia bella, e che, prima o poi, pretenderanno rimborsi spese, diarie e stipendi?

Perché la stessa funzione (ovvero: dire sì o no alle leggi, approvandole subito o chiedendo alla Camera dei Deputati di riesaminarle) non può essere svolta dai presidenti delle regioni, votando per email?

Insomma: che motivo c’è di tenere in piedi il Senato (e tutto il relativo ambaradan)?

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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