I giganti

In tutte le culture esistono i miti dei mostri e dei giganti. Per dar conto di come possa essere nata l’idea di queste creature sono state proposte diverse spiegazioni, ma per nessuna è stato possibile trovare prove convincenti, anche perché non sono mai stati trovati fossili di uomini o animali vissuti in epoca storica con caratteristiche tali da aver dato origine al mito.
Circolano sul web fotografie di scheletri umani giganteschi, ma si tratta di “ritrovamenti” che non hanno mai avuto conferme scientifiche. È probabile che si tratti di burle goliardiche. Gli unici fatti indiscutibili sono la persistenza del mito e una curiosa coincidenza.
Secondo la Bibbia, ai tempi di Caino (e anche in seguito) vivevano sulla terra tre generi di esseri “umani”: la discendenza di Adamo ed Eva (cioè gli esseri creati da Dio), i giganti e gli uomini.
Nulla viene detto a proposito dell’origine di uomini e giganti. Si può soltanto presumere che fossero antecedenti ad Adamo ed Eva. La Bibbia si limita a dire che, dopo la cacciata dall’Eden, i tre generi si mescolarono e questa sarebbe stata l’origine della “corruzione”. Non essendo più “di razza pura” gli uomini divennero malvagi e violenti, tanto da indurre Dio a scatenare il diluvio universale.
Ora, se identifichiamo il diluvio con la fine dell’ultima glaciazione, l’evento si verificò circa 12.000 anni fa. E questa è una data che fa pensare.
Con ogni probabilità si tratta solo di una coincidenza, ma è un fatto che: 1) la comparsa dell’homo sapiens è datata fra 100.000 e 200.000 anni fa. 2) gli homo sapiens si differenziavano dalle scimmie solamente per le caratteristiche fisiche e, pur essendo capaci di fabbricare degli attrezzi, non svilupparono una tecnologia. 3) a partire dal 10.000 a.C., in un lasso di tempo relativamente breve, si sviluppò l’agricoltura, furono addomesticati gli ovini e gli equini, e fu inventata la ruota.
Questa improvvisa rivoluzione tecnologica ha portato gli antropologi a postulare una ulteriore mutazione genetica, tanto da coniare la definizione di homo sapiens sapiens. Non si sa che cosa abbia determinato questa mutazione, ma pare proprio che sia avvenuta in coincidenza con la fine dell’ultima glaciazione. In termini mitologici si direbbe che in seguito (o in concomitanza) al “diluvio universale” l’umanità sia diventata ciò che attualmente è. La Bibbia non dà un calcolo preciso di quanto tempo sia passato fra la cacciata dall’Eden e il diluvio ma, sempre in termini mitologici, verrebbe da pensare che sia stato il seme di Caino a far compiere all’umanità il salto dall’homo sapiens all’homo sapiens sapiens e che la Bibbia abbia registrato a modo suo questo straordinario avvenimento.

Il diluvio può aver causato l’estinzione di draghi e giganti? Se sì, come mai non se ne trovano i fossili? Ma, se non sono esistiti, come ha potuto nascere il mito?
Degli esseri umani che popolarono la terra prima del diluvio sappiamo molto, dal punto di vista paletnologico: sappiamo che provenivano dalla regione dei grandi laghi africani, abbiamo i loro scheletri e gli utensili che usavano. Ma su quali fossero le loro conoscenze, il loro livello culturale e il loro modo di trasmetterlo, possiamo soltanto fare congetture.
Sappiamo che non praticavano l’agricoltura, quindi dovevano essere cacciatori e raccoglitori. Erano nomadi, ma non alla maniera di chi, pascolando greggi e armenti, torna periodicamente negli stessi pascoli: i cacciatori/raccoglitori cercavano selvaggina e frutti, lasciavano un territorio dopo averlo pressocché devastato e non vi facevano più ritorno. In questo modo uscirono dal cuore dell’Africa e popolarono l’intero globo terrestre.
Portarono con sé i ricordi dei luoghi in cui avevano vissuto e cacciato? Sicuramente. Ma non possiamo sapere se il loro modo di comunicare fosse abbastanza evoluto per trasmettere a figli e nipoti un’idea precisa delle cose descritte.
Nei loro vagabondaggi in cerca di frutti e selvaggina possono aver incontrato grandi scimmie antropomorfe come i gorilla e gli scimpanzé? Senz’altro.
E quando si allontanarono dalla zona abitata dalle grandi scimmie, come ne conservarono il ricordo? Forse come quello di uomini enormi e mostruosi, coperti di pelo, e dalla forza immensa. Da qui ai titani e ai giganti il passo sarebbe breve.
Allo stesso modo potrebbero essere state deformate e mescolate le descrizioni dei coccodrilli, dei grandi serpenti, dei grandi avvoltoi.
Ma è doveroso ripetere che queste sono solamente congetture, che potrebbero essere obliterate da nuovi ritrovamenti archeologici. Tutto ciò che si riferisce a mostri e giganti è privo di riscontri oggettivi.
Quanto alla persistenza del mito, sappiamo che i miti greci pullulano di mostri: serpenti magici, centauri, arpie, sirene, la medusa, il minotauro, la fenice. A titolo di esempio, tra le fatiche di Ercole si annoverano lotte con: un leone invulnerabile, un’idra, una cerva con corna d’oro e zoccoli d’argento, un cinghiale spaventoso, uccelli antropofagi con ali e becco di bronzo, un toro che soffiava fuoco dalle narici, quattro cavalle antropofaghe (pure loro!), e Cerbero, il cane a tre teste. Nell’antichità classica i testi con pretese di scientificità erano pieni di animali fantasiosi: la Naturalis historia di Plinio ne elenca parecchi.
Il medioevo è l’età che più si compiace di elaborare orridi mostri. Oltre ai bestiari che elencavano di tutto, dalla salamandra alla manticora, il Nibelungenlied contiene il drago Fafner, ucciso da Sigfrido; le “Mille e una notte” evoca spesso il mitico uccello di Roc (forse un enorme grifone). E nella cultura cinese il drago ha un posto di preminenza.
È possibile che due o tremila anni fa esistesse ancora qualche strana bestia feroce prossima all’estinzione. È possibile che gli ultimi esemplari siano stati avvistati e che le metafore usate nel descriverli abbiano prodotto creature spaventose nell’immaginazione di chi ascoltava. Erodoto racconta che, quando l’esercito di Serse attraversò l’Ellesponto e si incamminò in terra greca (V secolo a.C.), le sue retroguardie furono assalite da “leoni” che sbranarono parecchi soldati. Di questi leoni europei del 500 a.C. non è stata trovata traccia. E se fossero stati orsi?
A maggior ragione, l’ipotesi che alcuni antichi sauri siano sopravvissuti all’estinzione (ipotesi ricorrente a proposito del famigerato mostro di Loch Ness), è suggestiva ma infondata. I dinosauri popolarono la terra in epoche lontanissime. Comparvero intorno a 230 milioni di anni fa e si estinsero intorno a 65 milioni di anni fa, ovvero almeno 60 milioni di anni prima della comparsa del più primitivo australopiteco.
È vero che un’estinzione simultanea e immediata di tutti i grandi rettili in ogni parte del globo è un’ipotesi per la quale si vorrebbero prove molto più convincenti di quelle di cui disponiamo; ma è un fatto che a tutt’oggi i fossili repertati si riferiscono unicamente a quelle date. Se i superstiti avessero potuto sopravvivere per milioni di anni, fin quasi in epoca storica, se ne sarebbero trovati gli scheletri e sarebbe stato possibile datarli.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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