Saggezza?

Dicono che la vecchiaia porti la saggezza. Sarà. Io, da quando sono invecchiato, ho l’impressione di essere più rassegnato che saggio e sono convinto di essere stato ingannato per tutta la vita.
Non riesco più a leggere (non parliamo poi di scrivere!) un romanzo in cui il protagonista, animato da incrollabile volontà, riesce a sormontare gli ostacoli e a ottenere la sua vittoria grande o piccola.
Storie di questo tipo mi fanno l’effetto di fiabe. Fiabe alle quali l’autore crede (o ha creduto) perché si è inconsciamente adeguato alla mentalità che ha pervaso l’Europa fin dall’Ottocento.
Chissà, forse il primo che l’ha messa in giro è stato Napoleone. Ma poi ci sono state le invenzioni della meccanica, le locomotive, le macchine che hanno dato il via alla rivoluzione industriale, alla fantascienza di Giulio Verne e al positivismo. Il Ballo Excelsior e i fumetti di Superman sono venuti da qui, e Leopardi che prendeva malinconicamente in giro “le magnifiche sorti e progressive” è stato liquidato come un insopportabile piagnone (intendiamoci: lo era davvero).
Ma naturalmente ci si è messa di mezzo anche la politica. Figuriamoci se poteva starne fuori. E il socialismo, che nasceva dalla realistica osservazione delle condizioni in cui vivevano i diseredati, in mancanza di vittorie ha finito per esaltare l’eroismo spartachista e i disastri della Comune di Parigi, quando non ha prodotto il mascellone volitivo di Mussolini, o “l’uomo di marmo” di stakanovistica memoria, o addirittura il “Trionfo della volontà” di Leni Riefenstahl (non scandalizziamoci: Mussolini fu socialista rivoluzionario e direttore dell’”Avanti!”; il partito nazista si chiamava NSDAP, Partito nazionale socialista dei lavoratori tedeschi; e tutti e due, fascismo e nazismo, fra tante assurdità criminali, avviarono riforme di impronta socialista).
Per tutto il “secolo breve” non si fece altro che esaltare la volontà. La volontà è ottimista, si diceva. E così le idee più sconsiderate diventavano possibilità da esplorare e i fallimenti venivano esaltati come “nobili tentativi”. Sai che consolazione passar la vita a dare zuccate contro il muro per poi fallire e, guardandoti allo specchio, raccontarti la favola del nobile tentativo!
Per questo, ogni volta che leggo uno dei romanzi di cui sopra (che sono poi quasi tutti), la mia mente scatta automaticamente in direzione dei personaggi che nel testo fanno la (pur necessaria) funzione delle vittime. Per loro ci sono sì e no due righe di compianto. Spesso neanche quelle. Tutto è concentrato sul volonteroso che invariabilmente spedirà all’inferno il cattivone. Ma alla fine, delle vittime non si parlerà neanche per dire che sono state vendicate (pure quella, sai che consolazione!) per non rovinare il trionfo dell’eroe.
Ma la vita vera non è così che funziona. Il caso dispone di almeno l’80% degli eventi, un 18% lo dispongono gli altri e tu puoi ringraziare il cielo se riesci a far quel che vuoi nel 2% dei casi.
Sapendo che le cose stanno così, perché stiamo a raccontarci frottole? Un uomo politico o un manager di industria che riesce a concretizzare gli obbiettivi dichiarati è semplicemente fortunato (e farà bene a non fidarsi troppo: fortunae rota volvitur).

Annunci

Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...