Ancora a proposito di sincronicità

A tutti, prima o poi, capita di imbattersi in un fatto inspiegabile. Quante volte vi è capitato di confidare a un amico un presentimento, o un caso strano, o una coincidenza che ha dell’incredibile, e sentirlo testimoniare che qualcosa di simile è successa anche a lui?

All’opposto di quanto comunemente si crede, i fatti inspiegabili avvengono con una certa frequenza. L’innamoramento – l’esperienza più normale nella vita di un uomo – è quasi sempre accompagnato dalla sensazione di “riconoscere” la donna che ci fa battere il cuore (anche se siamo certi di non averla mai vista), dall’impressione di averla “già incontrata in un’altra vita”, di averla “ritrovata”. Ed è una sensazione così forte che, anche quando la passione decade in amicizia, o quando il rapporto immiserisce in sopportazione reciproca, e perfino quando finisce malamente, rimane in noi la certezza di un’affinità che c’era, era vera e reale, e per oscuri motivi non è rimasta perenne e inalterabile come era destinata a essere.

Personalmente ho sperimentato sensazioni simili anche con i luoghi, e immagino che non succeda soltanto a me. Cairo, Madrid e Costanza sono città verso le quali mi sono sentito attirato senza un motivo specifico, e quando ci ho messo piede ho avuto l’impressione di esserci già stato, di ritrovarci qualcosa di me. Sensazioni che non ho provato affatto a Parigi, Londra, Istanbul o in qualunque altra città.

Ma i fatti inspiegabili non si riducono alle sensazioni immotivate: possono presentarsi in cento modi diversi. Chi più, chi meno, tutti abbiamo avuto esperienza di presagi, sogni premonitori, accadimenti fortuiti di ogni genere che, in forma esplicita o sotto metafora sembravano prefigurare il futuro. Quante volte ci è capitato di commentare: me lo sentivo che sarebbe andata così! Quante volte ci siamo rammaricati: ah, se avessi dato retta al mio presentimento!

E a questo punto non si può fare a meno di ricordare le tecniche di previsione del futuro che consentono ai professionisti di farsi pagare le consultazioni. C’è chi legge la mano, chi fa le carte, chi stila oroscopi, chi va in trance; e per ciascuna di queste tecniche si possono citare alcune famose previsioni azzeccate, migliaia di responsi ambigui e qualche fiasco madornale.

Normalmente, i fiaschi dei “maghi” dipendono da una precisa strategia: chi vuole accreditarsi come indovino ha comunque interesse a “sparare” una profezia eclatante (il caso classico è prevedere la fine del mondo). Se la profezia non si avvera, poco male: si inventerà una scusa. Di solito, si scopre un errore di calcolo. In fin dei conti, anche il CERN ha commesso un errore misurando la velocità dei neutrini.

Un’altra prassi consolidata è l’ambiguità dei responsi: le sibille dell’antichità erano famose per questo.

Ciò che invece è difficile da spiegare sono le previsioni azzeccate, soprattutto nei casi in cui sono espresse in forme abbastanza trasparenti.

Ebbene: che peso va dato alle profezie che si avverano? Dobbiamo ritenerle insignificanti, mere coincidenze, impressioni prive di spessore?

Il dato dal quale non si può prescindere è che i fatti inspiegabili, i presentimenti, i “segni”, sono nell’esperienza di ciascuno e presentano almeno due caratteristiche:

1) si tratta di esperienze ineludibili, che non cerchiamo, ma che arrivano, per così dire, tra capo e collo,

2) sono esperienze così intrusive che non possiamo limitarci a ignorarle: siamo costretti a decidere se “crederci” oppure no; e la decisione, qualunque sia, inevitabilmente coinvolgerà il nostro atteggiamento verso la natura, la vita, la filosofia o la religione.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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