Le parole che gonfiano le vele del mito

Pubblicato da paolo ciampi  su Ilibrisonoviaggi.blogspot.it

 

Non fatevi ingannare dal titolo – Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio – o meglio, sintonizzatevi con questo titolo, che prova a mettere insieme ironia e avventura, leggerezza e voglia di andare a vedere cosa c’è di là, perché, come recita la saggezza popolare, se non si va non si vede.

Titolo curioso per un libro curioso, che Riccardo Ferrazzi pubblica in una collana curiosa, Bassastagione, dell’editore Fusta di Saluzzo. Opere – a cura di Marino Magliani e Stefano Costa – capaci di mettere insieme geografie umane e paesaggi letterari, scommettendo su una singolare qualità.

Se volete capirne di più, ecco anche il sottotitolo, certo più esplicativo: Breve discorso sul mito. Ma anche in questo caso non fatevi ingannare. Questo non è un saggio denso e faticoso, su un tema che peraltro è tra i più importanti e intriganti che hanno accompagnato la storia dell’umanità.

Perché i miti – ci spiega Ferrazzi – contengono la prima manifestazione della nostra civiltà, sono il repertorio dei nostri vizi e dei nostri valori, la cartina tornasole del coraggio e della sofferenza. Per comprenderli bisogna in un certo modo mettersi in viaggio e rendersi disponibili all’avventura.

E dunque, questo è il viaggio che Ferrazzi ci propone. Dai miti della Genesi, della Cacciata dal Giardino, del Diluvio Universale – con quel senso di colpa che è il più primordiale dei sentimenti. Fino al mito dell’Isola Felice, dell’isola che non c’è ma che l’uomo ha costantemente cercato, da Dante a Cristoforo Colombo.

E quante storie che ci sono in mezzo. Mesopotamia ed Europa medievale, Inferno e Paradiso, Don Giovanni e Don Chisciotte.

E’ una caccia al tesoro questo libro, un’indagine per fare luce sui luoghi remoti da cui un giorno siamo salpati e a cui forse un giorno ritorneremo.

Basta salpare, basta alzare le vele e lasciarle gonfiare ai venti delle parole.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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