Una breve recensione

Sta per uscire nelle edizioni Exorma “Sudeste”, romanzo di Haroldo Conti, narratore e giornalista travolto dalle brutali repressioni della giunta militare insediata in Argentina dopo la morte di Juan Domingo Peron e la deposizione della moglie, Isabel.

“Sudeste” è la storia di un solitario che, a suo modo, vive come un gaucho o come un avventuriero del far west. Nei suoi sentimenti, nel suo modo di vivere la vita, c’è qualcosa che ricorda l’innominato protagonista di “Meridiano di sangue”, il capolavoro di Cormac McCarthy. Boga, questo è il suo nome, prende la vita come viene. Ci si adatta, ma ha uno scopo preciso che orienta le sue scelte: un sogno di libertà e bellezza. Boga sceglie di vivere in solitudine sul Rio de la Plata, pescando, viaggiando da una sponda all’altra, da un’isola all’altra, in uno scenario che a tratti sembra sprofondare nel miraggio o nella magia.

Come in un romanzo quasi dimenticato di Piero Chiara, “La stanza del vescovo”, il sogno di bellezza e libertà si sostanzia in una barca a vela, che un caso fortunato mette a disposizione del Boga. Sarà la sua rovina, ma anche il suo ultimo rifugio e, in un certo senso, la sua salvezza.

Nella sua vita da isolato, Boga perde il contatto con le convenzioni civili. Commette stupidaggini e ne paga lo scotto. Si lega a personaggi strani che la sorte gli fa incontrare e che parteciperanno o addirittura determineranno il suo destino. Non importa: libertà è anche questo: essere aperti a tutto ciò che capita, procedere senza voltarsi indietro, ricavare ciò che è possibile e passare ad altro.

Perché questo romanzo merita di essere letto e riletto? Per il fascino che sa trasmettere nelle descrizioni, per la magia del fiume (che riporta a tanti illustri precedenti, da Mark Twain a Rimbaud), per la naturalezza con cui racconta i fasti e i nefasti del protagonista, e per la rassegnata accettazione della tragica fine che ci aspetta, tutti quanti, quando nei nostri occhi “da pesce moribondo” resterà soltanto il sogno di una bellezza mai raggiunta.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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