La rivoluzione burletta

Le rivoluzioni non esplodono in seguito a provvidenziali interventi dello Spirito Assoluto nella storia del mondo. Più banalmente, in ogni situazione storico-politica esistono pulsioni rivoluzionarie diffuse in fasce più o meno significative della società; a volte queste pulsioni vengono incanalate/eccitate da un capopolo che indovina il giusto tono; ma anche così la rivoluzione può avere successo solo se la controparte si dimostra cieca o irresoluta.

Se Luigi XVI avesse avuto i cosiddetti, e avesse saputo usarli, la Rivoluzione Francese sarebbe morta nella culla. Parecchi anni dopo, a monarchia restaurata, Carlo X (l’ex conte d’Artois), che i cosiddetti li aveva ma difettava di buon senso, si fece buttar giù dal trono da una pseudorivoluzione che aveva più l’aria di una sommossa organizzata per appoggiare un colpo di stato degli Orléans.

La Rivoluzione Russa non fu una marcia trionfale del popolo unito. Al contrario: i bolscevichi, che erano una minoranza, presero il potere con un colpo di stato (approfittando della debolezza dello zar) e rimasero padroni del campo solo dopo anni di guerra civile.

Bastano questi pochi esempi per concludere che effettivamente “la rivoluzione non è un pranzo di gala” e per andare al potere ci vogliono circostanze favorevoli, debolezza delle istituzioni, errori delle controparti; mentre da parte dei rivoluzionari ci vuole una guida prestigiosa, con idee chiarissime e grande abilità manovriera.

E che cosa succede sotto il nostro cielo? I “rivoluzionari” che avrebbero voluto instaurare la “terza repubblica”, dopo aver preso meno di un terzo dei voti, pretendono candidamente che Salvini (dopo aver preso la maggioranza all’interno di una coalizione che, tutta insieme, ha raccolto più di un terzo dei voti) disfi il giocattolo per andare, meno che dimezzato, a letto con loro. Si presume, stando sotto.

Domanda: nei colloqui che hanno avuto, Di Maio ha tratto la conclusione che Salvini sia totalmente pirla? Ai posteri l’ardua sentenza.

Fatto sta che Salvini (ovviamente) ha detto di no, e il “piano B” dei rivoluzionari è consistito nell’accusarlo di essere al soldo di Berlusconi. Ma, se è così, non lo sapevano prima? Se ne sono accorti adesso? E questa accusa dovrebbe far ricredere Salvini, convincerlo a lasciare Berlusconi e correre dimezzato alla corte di Di Maio?

Se davvero andasse in porto una rivoluzione nata su queste basi, i prossimi anni saranno più divertenti di Indiana Jones o di Ritorno al futuro.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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