Dilettanti allo sbaraglio

Davanti a una catastrofe come il crollo del viadotto del Polcevera cosa ci si dovrebbe aspettare da parte delle autorità? Soccorsi, indagini e SILENZIO. Innanzitutto per rispetto delle vittime, ma anche per serietà.

È evidente che la società concessionaria ha delle pesanti responsabilità, ma che senso ha prendere provvedimenti quando queste responsabilità sono ancora presunte e non si conoscono le eventuali corresponsabilità? Fare un articolo di fede della revoca della concessione (a qualunque prezzo e sfidando qualunque conseguenza giudiziaria) è insensato. Accertare le responsabilità per via giudiziaria significherebbe attendere cinque o sei anni prima di procedere? D’accordo, ma procedere sull’onda dell’indignazione, a occhi chiusi, è quanto di più balordo si sia mai visto.

Perché diavolo non si nomina una commissione d’inchiesta (affidandola magari al CNR) con il mandato tassativo di consegnare il responso entro sessanta giorni, e nel frattempo l’Avvocatura dello Stato esamina leggi e contratti per definire l’azione giuridica in modo da renderla inattaccabile da ricorsi e controricorsi?

Nossignori. Bisogna accusare i Benetton di aver pagato il PD (ma è poi vero?). Come dire che se invece avesse pagato i 5Stelle, il governo non se la sarebbe presa con loro? Bisogna revocare subito la concessione (per darla a chi?), a rischio di far pagare qualche miliardata allo Stato, e se qualcuno sussurra che forse è meglio studiare le carte prima di mettersi nei guai, allora si va in televisione a dichiarare che “chi non vuole la revoca deve passare sul mio cadavere!”.

L’unica cosa che interessa a Giggino Di Maio è sfruttare la tragedia per scagliarsi contro i suoi nemici politici. Alla faccia delle contraddizioni che il suo movimento sta accumulando, una dopo l’altra, con una rapidità incredibile.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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