Odio strumentale

Con la gestione del caso della nave Diciotti si è chiarito una volta per tutte quali sono gli obbiettivi e la tecnica del governo giallo-verde. Non importa ottenere risultati, non importa far prevalere un punto di vista: ciò che conta è indirizzare l’odio delle masse verso un bersaglio.

La Guardia Costiera raccoglie un centinaio di eritrei vaganti nel Mediterraneo? Colpa di Malta che non se li piglia e non li accoglie. La UE ci dice “arrangiatevi”? E noi minacciamo di non pagare le quote. In questo modo ci facciamo dei nemici, facciamo incazzare Francia e Germania (che prima o poi troveranno il modo di farcela pagare), facciamo un regalo a Polonia, Cechia e Ungheria che mai e poi mai ce lo restituiranno? Chi se ne frega: l’unica cosa che ci interessa è dire all’opinione pubblca italiana che i cattivi sono gli stranieri e gli italiani che stanno dalla loro parte.

E allo stesso modo, l’ILVA era stata in qualche modo salvata dal precedente governo? Niente affatto: è stato perpetrato un “delitto perfetto”. Non importa che, dopo aver cacciato i Riva, si sia trovato un gestore affidabile per una acciaieria importantissima, che si sia salvata la maggior parte dei posti di lavoro, che il nuovo acquirente si sia impegnato a salvaguardare l’ambiente con miliardi di investimenti. Bisogna spargere fango su tutto ciò che è stato fatto da altri, concordato con i sindacati e con le rappresentanze locali, e indicare un nemico (nel caso specifico, il governo Renzi).

Il viadotto del Polcevera crolla? Colpa dei Benetton che hanno distribuito dividendi invece di fare investimenti e manutenzioni. E non importa che, conti alla mano, le manutenzioni siano state fatte, i controlli del Ministero siano agli atti, gli ulteriori interventi approvati (con le solite lentezze della burocrazia). Bisogna fantasticare addirittura di rinazionalizzare le autostrade (con quali soldi?). L’importante non è risolvere i guai e impostare soluzioni durevoli. No: l’importante è trovare un “cattivo” al quale addebitare tutte le colpe. È una tattica puerile? Può darsi. Ma chi se ne frega: funziona!

Non finirà qui. Ci sono la TAV e il TAP. Ci saranno cento altri casus belli. Prima che chi ha votato Salvini e Di Maio si renda conto di aver messo l’Italia in mano a due irresponsabili, ce ne vorrà. A me dispiace ricordare che già una volta l’Italia fu data in mano a un maestro elementare e la Germania a un imbianchino, ma non posso fare a meno di pensarci. Ogni nuova scoperta di Matteo e Giggino me lo fa ricordare. E ci soffro.

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Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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