Il Teppista in Toscana

Quanto tempo che non andavo a Firenze! Morivo dalla voglia di tornarci. E, cippa lippa, non ci riuscivo mai. Per un motivo o per l’altro ogni progetto andava a monte. Come fosse antani.

C’è voluto il Teppista (N.B. Un teppista di successo – Edizioni Arkadia) per incastrare nel modo giusto tutte le facce del cubo di Rubik. C’è voluta la fata Tania Murenu e il mago Paolo Ciampi e Giovanni Agnoloni e Nicolò Gaudino. Senza contare Filippo Makaus, compagno di viaggio e di scrittura, che un giorno strabilierà tutti quanti con il suo romanzo “L’aeronauta”. Senza contare tutti gli altri che mi hanno dato una mano e mi hanno permesso questi due giorni di vacanza.

 

Al sorgere del sole. Partiamo da Savona col presentimento che a Genova resteremo imbottigliati nel traffico per ore e ore. A Firenze la presentazione è alle 18.00. Ce la faremo?

Miracolo! L’attraversamento di Genova scorre senza problemi, in quattro e quattr’otto rientriamo in autostrada e ci lanciamo verso Levante. La giornata è stupenda, i panorami indimenticabili. Siamo già in Versilia quando Filippo mi dà il cambio al volante. Arriviamo a Firenze prima di mezzogiorno e, con mio grande stupore, troviamo subito la strada giusta. Infiliamo il cavalcavia “Lungo l’Affrico” e improvvisamente ricordo una poesia di D’Annunzio intitolata così. Ai tempi in cui viveva a Settignano insieme alla Duse, l’Affrico era un torrente a cielo aperto e D’Annunzio riusciva a trasformarlo in un sogno come l’amore di Pelléas e Melisande. Quasi non sono ancora arrivato e Firenze mi ha già colpito al cuore!

Troviamo subito anche l’alloggio. Un bed & breakfast senza breakfast, come spiega la gestora: “un modo pe’ non dire he ffo l’affittahamere”. Sarà, ma le hamere sono principesche, in un palazzetto costruito nel secolo scorso da un architetto “che fu anche premiato per aver dato lustro alla città”. (Stupore e sconcerto: come si fa a dare lustro a Firenze? Alla città di Brunelleschi e Vasari e Leon Battista Alberti, solo per nominarne qualcuno?).

Si va in centro. La cupola, il campanile, il bel San Giovanni. Orde di asiatici che si piazzano con le spalle alla Porta del Paradiso per fotografare la facciata (costruita a fine ottocento) di Santa Maria del Fiore. Torme di esseri umani con gli occhi a mandorla rendono un’impresa arrivare in Piazza della Signoria. Ma ci arriviamo, salutiamo la copia del David, l’originale del Perseo e il niveo marmo del Biancone. Poi di corsa in via de’ Cerretani a presentare il Teppista e quell’originale precursore che fu George Perkins Marsh, “L’ambasciatore delle foreste”.

Cena classica con Paolo, Johnny e Filippo, a base di fiorentina, lampredotto e chianti, ma soprattutto a base di chiacchiere e simpatia. Accidenti! Cene così bisognerebbe farne almeno una a settimana: fanno bene allo spirito, alla salute mentale, all’umore. Ciampi e Agnoloni, vi aspettiamo a Milano per restituirvi il piacere.

 

Il sole sorge anche il giorno dopo. In una mattina già primaverile imbocchiamo la strada di Pisa. Ce la prendiamo comoda. Arriviamo in Campo dei Miracoli che è quasi mezzogiorno. Certo, la cattedrale. Certo, il battistero e il camposanto. Evabbe’, anche la torre pendente. Ma sono il verde del prato e il bianco del marmo a stamparmi negli occhi l’immagine della bellezza. C’è poco da fare: il bello è semplicità, ma la semplicità non è naturale. Se invece del prato ci fosse terra battuta o un selciato di sampietrini, la bellezza resterebbe divisa in quattro e non avrebbe continuità. Bisognava disegnarla, colorarla, estrarla dal nulla, mettere insieme i quattro monumenti del Campo in modo da far pensare che non avrebbero potuto essere altro che così. E chi se ne frega se ti tocca ammirarli in mezzo a una turba di barbari intenti a farsi fotografare mentre fingono di sostenere con le mani la torre pendente. La bellezza sopporta anche il passaggio dei Vandali.

Ebbene: che cos’è la civiltà? È la declinazione della bellezza in tutte le sue forme. È, per esempio, l’intelligenza di un ristoratore che, appena dietro il Campo dei Miracoli, gestisce un locale genialmente intitolato “Il turista”.

Vediamo l’insegna e ci diamo alla fuga. Filippo telefona a suo fratello per farsi indicare il miglior ristorante di Pisa. Ma purtroppo è chiuso! Tentiamo qualche alternativa, senza esito. Ormai sono quasi le due: non ci resta che “Il turista”.

Entro e vedo soltanto un’esposizione di carabattole: migliaia di torri pendenti in plastica, di ogni dimensione. Faccio per andarmene ma Filippo ha agganciato una gentile donzella che ci convoglia via dalla pazza folla, verso tre o quattro piacevoli salette con pochi tavoli ciascuna.

Pranziamo benissimo. Al tavolo vicino al nostro, il proprietario del ristorante è insieme a tre notabili (uno dei quali, si scoprirà in seguito, professore a Scienze Politiche). Veniamo a sapere che il geniale ristoratore ha attrezzato il suo locale non soltanto con un salone per i turisti e le salette separate per i gourmet, ma addirittura ha allestito due diverse cucine! Vorrei segnalarlo a Mario Monti perché l’Università Bocconi assegni un premio speciale a questo imprenditore che ha saputo mettere insieme profitto e buon gusto.

Presento il Teppista nella libreria, centralissima e coquette, di Nicolò Gaudino. Ci aspetta la cavalcata di ritorno, una notturna riviera di levante, Genova più risplendente che mai, pochi chilometri per Savona, e infine a nanna col ricordo di due giorni stupendi. Voglio tornare in Toscana. Voglio vivere ancora abbastanza per tornarci.

Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...