Ricordi

È triste constatare che quando diventi vecchio ti rammollisci. Ti tornano in mente cose senza senso che, chissà perché, improvvisamente assurgono alla dignità di Grandi Occasioni Perdute. Ma non è mica vero, e in fondo lo sai. Fino a ieri, se queste grandi occasioni ti fossero venute in mente, non avresti perso tempo neanche per alzare le spalle.

Invece adesso, tutt’a un tratto, ti rendi conto che, per esempio, a Issanka o a Sidi Kerir non ci tornerai più, e improvvisamente ti domandi cosa c’era di speciale in quel borgo sperduto nella Linguadoca o in quel tratto di costa desertica a ovest di Alessandria.

Già, cosa c’era di speciale? C’era che eri giovane. Risposta classica, che non vuol dir niente. C’erano le amicizie di allora, gente che hai perduto, che quando li hai ritrovati non erano più gli stessi, o che se ne sono andati per sempre. Ma non è neanche quello, non è tutto lì. Anzi, tutto questo è il meno. Perché in fin dei conti l’hai sempre saputo che sarebbe stato così.

E allora? C’è per esempio il fatto che quella era la prima volta. Tutto era nuovo. Poteva anche essere era vuoto, noioso, niente affatto entusiasmante, ma era diverso. Era un uscire dal mondo conosciuto, la vita di tutti i giorni e andare alla scoperta del mondo vero. Erano esperienze da conquistare, consumare e gettar via, e ripartire verso altre novità, come i visigoti che calavano dal Kattegat e attraversavano la selva Ercinia e valicavano le Alpi con in testa il mito di una città dai tetti d’oro massiccio, piena di marmi, statue, bronzi…

Ecco cosa c’era di speciale: la prospettiva di una vita della quale non riuscivi a intravedere la fine. Questa miopia ti prometteva secoli di stupori e di avventura. Continuerebbe a prometterli, e basterebbe la promessa per renderti felice, se non fosse che il tempo si è fatto corto, e la prospettiva schiacciata annulla ogni stupore, taglia la speranza del futuro e ottunde perfino il piacere dei ricordi.

    Maioresque cadunt altis de montibus umbrae.

Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...