Quando si dice: il coraggio

Interessante – e illuminante – la dichiarazione di Berlusconi (ormai sempre più simile alla statua di se stesso al Museo delle Cere): non siamo favorevoli a una legge elettorale interamente maggioritaria perché darebbe al maggior partito di una coalizione la possibilità di decidere per tutti, anche per le componenti minoritarie.

Conclusione: in un paese di sessanta milioni di abitanti reclamiamo il diritto di esistere autonomamente anche per i partitini che rappresentano una fetta minima dell’elettorato.

Che dire, per esempio, degli USA, dove più di trecento milioni di abitanti sono bene o male rappresentati da un centinaio di senatori e 440 deputati, tutti rigorosamente eletti in collegi uninominali?

Risposta: grazie! Là ci sono soltanto due partiti!

Replica: niente affatto! Ci sono solo due partiti proprio perché il sistema elettorale è congegnato in modo da averne soltanto due.

Allora gli USA non sono una democrazia? Ma va’ là! Per quanto si stirino i concetti fino al paradosso, è difficile sostenere che non sia una democrazia un paese in cui i cittadini hanno diritto di voto e ne fanno uso liberamente.

Forse ciò che non piace a Berlusconi (e a Renzi, a Bersani, alla Meloni e a tanti altri) è il rischio di non poter coltivare un orticello, inutile, impotente, ma all’interno del quale possano sentirsi padroni. Diciamolo chiaro: questi capipopolo senza popolo sanno benissimo di non poter fare politica vera, all’attacco, proponendo idee, dimostrandone la convenienza, cercando di convincere gli opinion leader e trascinando milioni di elettori. Non gli passa neanche per la testa di organizzare una corrente piena di idee e di proposte sensate all’interno di un contenitore che si occupi, più che altro, di raccogliere consenso. Non credono di poterlo condizionare dall’interno. Non sono convinti di avere una visione del mondo capace di convincere gli altri, neanche i più vicini al loro modo di sentire. E allora che stanno al mondo a fare? A soddisfare gli interessi del capetto.

A destra e a sinistra funziona così. Lasciamo che le idee e le proposte siano quelle di Salvini o di Di Maio. Se poi il primo è la destra più becera e il secondo neanche sa cosa sia la sinistra, chi se ne frega? Oggi i voti li prendono loro, combatterli vorrebbe dire perdere, allearsi senza garanzie sarebbe un suicidio. Ecco chi sono i cuor di leone che dovrebbero rappresentare l’Italia di buon senso.

E poi qualcuno si meraviglia quando viene a sapere che ho smesso di andare a votare da più di vent’anni!

Informazioni su riccardo ferrazzi

Tutto quel che c'è da sapere sul mio conto è che ho scritto un paio di romanzi e qualche racconto. Comunque, per non sembrare scontroso, vi dirò che sono nato nella prima metà del secolo scorso (quindi, anche se mi piacciono le donne, sono ormai inoffensivo), che ho lavorato finché non mi è caduta addosso la depressione, e che adesso passo il tempo a leggere e scrivere (perché non ho niente di meglio da fare).
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